La raccolta dei fondi comuni torna negativa

Inviato da Redazione il Lun, 06/07/2009 - 14:38

Alla fine del mese di giugno il bilancio di raccolta per il sistema dei fondi comuni torna a favorire i riscatti con deflussi pari a 1,4 miliardi di euro. È positiva la raccolta dei fondi di diritto estero e a subire le scelte di uscita sono stati soprattutto i fondi di diritto italiano promossi da gruppi italiani ed esteri. Nonostante un bilancio di fine mese negativo, il patrimonio consolida la sua posizione crescendo ulteriormente sopra la soglia dei 401 miliardi di euro.

Sulla base delle rilevazioni registrate da Assogestioni il mese di giugno si è chiuso con la sola categoria dei prodotti bilanciati in positivo. Questi hanno registrato una raccolta netta di 44 milioni di euro ed un patrimonio in crescita. Per le altre categorie di prodotti vengono annotati deflussi più o meno consistenti. Quelli meno corposi sono registrati dai prodotti azionari che vedono defluire dalle proprie casse 62 milioni di euro. Il patrimonio assegnato a questa categoria accusa in modo lieve le uscite e scende sotto la soglia dei 75 miliardi di euro, 18,6% del patrimonio totale in fondi. Perdono 129 milioni di euro i fondi hedge per i quali il patrimonio alla fine del mese equivale al 4,1% degli asset complessivi, un numero che vale quasi 16,8 miliardi di euro. Dopo l'exploit registrato a maggio (+818 milioni di euro), nel corso del mese di giugno, i fondi flessibili accusano deflussi per 238 milioni di euro. Il patrimonio investito in questi prodotti è praticamente stabile a quota 52,7 miliardi di euro, il 13,1% del patrimonio investito in quote di fondi. Negativi anche i flussi per i fondi di liquidità. I quali registrano riscatti per 480 milioni di euro e asset in lieve flessione che si posizionano a quota 87,2 miliardi di euro, equivalenti al 21,7% del patrimonio complessivo. Sono ancora i fondi obbligazionari, 38,2% degli asset, i prodotti maggiormente colpiti dai deflussi, ma nonostante i riscatti ammontino a 560 milioni di euro il patrimonio della categoria cresce fino a sfiorare i 153,2 miliardi di euro.

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