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Quote latte: Corte Ue chiede 1,3 miliardi ai produttori italiani che hanno sforato

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La Corte europea di Giustizia ha condannato l’Italia per non aver recuperato 1,343 miliardi di euro dai produttori lattieri dopo che avevano superato le quote latte nel periodo 1995-2009. La Corte di Giustizia ha chiesto che l’importo sia effettivamente imputato ai produttori che hanno contribuito a ciascun superamento del livello consentito di produzione e sia pagato in tempo utile, dopo notificazione dell’importo dovuto, o in caso di non pagamento nei termini previsti, sia iscritto a ruolo ed eventualmente recuperato con esecuzione forzata. A seguito di tale sentenza l’Italia si dovrà uniformare alle indicazioni della Corte, esponendosi, in caso di inottemperanza, ad una nuova causa da parte della Commissione che potrebbe comportare una condanna del nostro Paese al pagamento di penali.
“Una situazione determinata – sostiene la Coldiretti nel commentare la notizia – da una disattenzione nei confronti delle politiche comunitarie sulla quale si sono accumulati errori, ritardi e compiacenze che hanno danneggiato la stragrande maggioranza degli allevatori italiani che si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme negli anni acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro”. Le pendenze a cui fa riferimento l’Unione Europea, secondo la Coldiretti, riguardano per importi significativi poche centinaia di soggetti che hanno assunto un comportamento che mette a rischio le casse dello Stato e fa concorrenza sleale alla stragrande maggioranza dei 32mila allevatori italiani.
La questione quote latte è iniziata 34 anni fa nel 1984 con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di un quantitativo massimo nazionale di latte da mungere che poi doveva essere diviso tra i produttori del Paese. All’Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte rispetto alle potenziale produttivo delle 180mila stalle allora presenti. Negli anni – ricorda la Coldiretti – l’Italia è riuscita ad ottenere dall’Ue aumenti della propria quota, ma nel periodo tra il 1995 e il 2009 si sono accumulate ingenti multe.