Quotazione Snapchat: a Wall Street l’ago della bilancia saranno gli istituzionali

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Oggi fa il suo esordio a Wall Street Snap, la società madre della popolare messaggistica istantanea Snapchat. Con un prezzo fissato a 17 dollari per azione, pari ad una valorizzazione di circa 24 miliardi di dollari, sarà la seconda maggior Ipo di sempre per Wall Street

L’esordio a Wall Street, sul Nyse, è previsto per questo pomeriggio. Snapchat è una delle Ipo più attese. L’obiettivo: replicare il successo di Facebook. Il rischio: deludere come Twitter o Groupon che quotano al di sotto del prezzo di offerta iniziale. Il dubbio: vale la pena correre a comprare titoli privi del diritto di voto?

“Negli ultimi anni, la discussione sulle Ipo ‘tecnologiche’ ha ruotato intorno alla questione se le valutazioni impressionanti delle banche d’affari avevano avessero un senso, visti i fondamentali delle società (o la mancanza di essi). Snapchat sta aggiungendo un altro argomento a questa discussione in quanto i potenziali azionisti non avranno voce in capitolo sulle decisioni della società” commenta Sonia Falconieri, docente della Cass Business School di Londra.

In effetti Snapchat ha molto in comune con altre precedenti quotazioni di giganti dei social. In primo luogo la mancanza di utili.

Investitori istituzionali preoccupati
Perché tanta eccitazione allora? In realtà, precisa Sonia Falconieri, sono gli investitori al dettaglio a essere eccitati come sempre accade per le Ipo nel settore tecnologico, non gli istituzionali che invece sono preoccupati.

“Tutti vogliono un pezzo di Snapchat ma la domanda al dettaglio non sarà sufficiente a sollevare la cifra di 18 miliardi di dollari di cui Snapchat ha bisogno, quindi in ultima analisi, il successo della Ipo dipenderà dal fatto che gli investitori istituzionali stanno comprando in virtù della sua strategia futura. Ciò sarà abbastanza per dimenticare che non saranno in grado di orientare le decisioni qualora le cose non dovessero andare per il meglio?”.

Azioni senza diritto di voto
A finire sul mercato newyorchese saranno azioni senza diritto di voto, che daranno il diritto di avere pagato un dividendo. Evento al momento difficilmente pronosticabile considerato l’ultimo bilancio. “L’azienda sta chiedendo ai potenziali investitori di avere un’enorme fiducia nella loro capacità di crescere e alla fine diventare redditizia – riprende Sonia Falconieri. Sulla base dell’esperienza di alcuni dei loro più celebri predecessori non ci sono molte ragioni per essere ottimisti. Infatti, con l’eccezione di Facebook (anche in questo caso ci è voluto molto tempo prima che il prezzo delle azioni si sia alzato sopra il prezzo di offerta), aziende come Twitter o Groupon sono negoziate sostanzialmente al di sotto del loro prezzo di offerta dell’Ipo”.

risultati di bilancio del 2016 non sembrano confortanti. Snapchat ha visto incrementare i ricavi di 58 milioni di dollaro a 404,5 milioni lo scorso anno ma a salire ancora di più sono state le perdite, a 514 milioni di euro (+140 milioni). Il suo punto di forza sono i 158 milioni di utenti attivi, con una grande diffusione tra i teenager. Un bacino di utenza definito e molto ambito dalle società di advertising. Tuttavia non certo un numero impressionante se si confronta con i miliardi di utenti che può contare Facebook.

Replicabilità del modello
Uno dei punti deboli di Snapchat potrebbe essere la facilità con cui il suo modello di offerta è replicabile. Non a caso Facebook, dopo aver cercato di comprare la compagnia nel 2013, cerca ora di imitarne il prodotto.
“La preoccupazione più grande – afferma Victor Anthony, analista finanziario di Aegis Capital – è la facilità con cui Facebook sta replicando parte dell’offerta commerciale di Snapchat. Inoltre si registra una crescita rallentata dell’utenza in alcune aree geografiche, un problema che anche Twitter affronta, e il fatto che molte società di advertising vedano la possibilità di investire in pubblicità sull’app come un tentativo sperimentale”.

“La concorrenza è feroce – conferma Falconieri -. Stories di Instagram, quasi una replica di Snapchat, ha avuto un effetto immediato sulla base di clienti della società”.