Quando la baby-previdenza fa risparmiare mamma e papà

Inviato da Micaela Osella il Lun, 07/09/2009 - 17:37
Le opportunità finanziarie è meglio coltivarle fin da piccoli. Oggi la previdenza permette anche a baby-investitori di avviare un fondo pensione in tenera età. Il fenomeno in Italia è relativamente "giovane": secondo l'ultima relazione annuale di Covip gli iscritti under 25 sono, infatti, il 3% del totale circa, circa 140mila ma tra questi la gran parte è già in attività.

Le forme individuali offrono la possibilità di avviare un piano di accumulo in un fondo pensione dai dieci anni in avanti. Si tratta di effettuare investimenti periodici tramite strumenti a basso costo e a controllo del rischio monitorato. Il genitori che decide di far abbracciare una forma di risparmio di questo tipo al figlio, sfrutta l'occasione per far conoscere ai più giovani i rudimenti della matematica applicata alla costruzione del proprio profilo pensionistico.

Ma con un occhio al fisco. I versamenti della posizione previdenziale di un investitore under 25 possono essere interamente deducibili fiscalmente. Ogni genitore può, infatti, far rientrare nel limite massimo di 5164,57 euro annuo di deducibilità fiscale anche i versamenti per i propri familiari a carico. E' quanto la legge Maroni.

La legge prevede di sottrarre al reddito imponibile sia i contributi volontari sia quelli del datore di lavoro (in caso di adesione collettiva) al fondo pensione. E se l'aderente non raggiunge la fatidica soglia dei 5.164,57 euro con queste due voci può utilizzare la contribuzione di un familiare a carico. In altre parole, l'iscrizione dei figli consenti ai padri o alle madri di pagare meno tasse.
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