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Qe Infinity per il Giappone, parole Kuroda spingono yen sempre più giù

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QE infinity in salsa nipponica. La banca centrale del Giappone è pronta a potenziare il suo piano di allentamento quantitativo e portarlo avanti ben oltre i due anni indicati lo scorso aprile. In attesa dell’ultimo meeting dell’anno della Bank of Japan in agenda il 19 dicembre, emerge la chiara intenzione di mantenere la politica monetaria ultra-espansiva a luogo oltre il termine di due anni con la concreta possibilità di ulteriori misure di stimolo monetario se la crescita dell’inflazione si affievolisce. Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato al Financial Times che l’intento della BoJ è di raggiungere il target di inflazione al 2% e mantenerla a tali livelli poiché “non sarebbe buono raggiungere tale soglia e poi tornare all’1% o meno”. A novembre l’inflazione del Giappone si è confermata sui massimi a cinque anni all’1,1% su base annua. 
Le misure di stimolo straordinarie della BoJ attualmente prevedono l’aumento della base monetaria al ritmo di 70mila miliardi di yen l’anno.

Ad alimentare le pressioni per un ulteriore allentamento monetario è il recente rallentamento della crescita economica con il ridotto interno lordo giapponese cresciuto meno delle attese nel terzo trimestre (+1,1% annualizzato contro il +1,9% della lettura precedente e il +3,8% del trimestre precedente) con l’export più debole del previsto a causa principalmente della domanda debole da parte delle economie emergenti. 

Yen ai nuovi minimi dal 2008 con spread Treasury-JGBs in ulteriore allargamento 
Lo yen questa mattina è sceso al nuovo minimo a cinque anni contro il dollaro con cross dollaro/yen spintosi fino a 103,91. Le attese di una progressiva divergenza di politica monetaria tra Fed e BoJ stanno alimentando l’aumento del differenziale di rendimento tra i titoli di stato giapponesi e i Treasury statunitensi che già oggi viaggia nei pressi dei massimi dall’aprile 2011 (2,88% il rendimento del Treasury decennale, il 2,18% in più rispetto al pari durata giapponese. 

Il consensus Bloomberg vede un ulteriore deprezzamento all’orizzonte con cross dollaro/yen stimato in area 108 yen tra 12 mesi. Quest’anno lo yen è sceso di circa il 19% rispetto al biglietto verde e del 24% rispetto all’euro. Secondo Johannes Jooste, head of strategy di Merrill Lynch Wealth Management per l’area Emea, il prossimo anno assisteremo a un ulteriore progressivo deprezzamento della divisa nipponica con cross dollaro/yen che potrebbe spingersi fino a 110-115 yen.