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Qantas, scalata fallita con giallo finale

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Tra le cose che rendono orgogliosi gli australiani, oltre ai canguri e al boomerang, c’è il vettore aereo nazionale Qantas, piazzatosi nel 2006 per il secondo anno consecutivo sula piazza d’onore nel World Airline Awards, osservatorio indipendente sul gradimento dei passeggeri per le linee aeree di SkyTrax. 


Gelosamente custodita da una norma che vieta al capitale straniero di superare il 49% nell’azionariato del gruppo, negli ultimi cinque mesi Qantas è stata al centro di un tentativo di scalata da parte di un consorzio di fondi e banche, tentativo che ha suscitato non poche polemiche a livello politico e che si è concluso con un nulla di fatto alla mezzanotte di venerdì scorso. Autorizzata da Canberra e accettata dal consiglio di amministrazione, l’offerta da 11,1 miliardi di dollari australiani (5,45 dollari per azione) avanzata dal consorzio formato da Macquarie Bank, Texas Pacific Group (Tpg), Allco Equity Partners, Allco Finance Groups e Onex Corp., è stata accolta freddamente dagli azionisti che l’hanno giudicata inadeguata.

Nomi noti anche alle cronache del Vecchio continente considerando il ruolo giocato da Macquarie Bank in diverse partite tra cui, per il Belpaese, quella su Aeroporti di Roma e soprattutto dal fondo Tpg interessato alla gara per Alitalia insieme con Patterson e Mediobanca e coinvolto anche nell’operazione sulla spagnola Iberia. Il risiko dei cieli è in pieno svolgimento e se la gara per la compagnia di bandiera tricolore è quanto di meno trasparente ci si possa immaginare, anche nel Nuovissimo continente non tutte le ciambelle riescono con il buco.


Il fallimento dell’offerta del consorzio Apa (Airline partners Australia) è stato infatti certificato venerdì ma una clausola dell’offerta citata da Apa sta tenendo accesa la questione e ha  portato le autorità di Borsa australiane a una sospensione del titolo Qantas in attesa di un chiarimento. La quota raccolta dall’Opa si è infatti attestata al 46% circa, insufficiente per un successo, ma Apa ha inizialmente contestato la cifra facendo riferimento a uno dei termini della sua offerta che prevedeva, in caso di accettazione da parte di un azionista, la consegna di tutta la sua quota e non solo di una parte. In questa maniera Apa avrebbe raggiunto la maggioranza di Qantas.


Il mercato e gli analisti del settore giudicano il tentativo fallito e ora attendono un’eventuale nuova offerta da parte di Apa. Il consorzio ha infatti reso noto che una nuova offerta, sempre per 5,45 dollari australiani per azione, potrebbe essere avanzata. Non così semplice da realizzare però. Secondo la normativa australiana sulle scalate dovrebbero passare tre mesi prima che si possa avanzare una nuova offerta. Inoltre, tutto il procedimento dovrebbe ricominciare da capo, come ha chiarito il ministro del Tesoro Costello, ed essere sottoposto a nuovi esami da parte delle autorità di regolamentazione.


Nel mentre in Italia si attende la fase finale della gara per Alitalia, aerolinea in tono minore la cui situazione è difficilmente confrontabile con quella di Qantas. Lo sanno bene i piccoli azionisti del vettore tricolore, che hanno visto il titolo piombare a Piazza Affari sui livelli del novembre scorso a 0,91 euro dopo una breve fiammata in area 1,10 euro. Rispetto all’ottobre 2005 il titolo della compagnia di bandiera nazionale vale la metà mentre quello della compagnia del canguro vale il 60% in più.


Per Alitalia, oltre al consorzio Tpg-Patterson-Mediobanca sono in corsa anche Unicredit-Aeroflot e Ap Holging, ossia l’AirOne di Carlo Toto.