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Putin trionfa, Russia verso la rimozione dei rischi politici all’investimento

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Plebiscito avvenuto. Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, avrebbe raggiunto il 64% dei voti per la Duma, la camera bassa del parlamento, con un distacco di oltre 50 punti percentuali dal partito piazzatosi al secondo posto. Questo almeno quanto emerge dagli exit poll.

 

Il pieno appoggio a Putin (anche se l’opposizione parla di brogli) potrà costituire per gli investitori una nuova assicurazione di stabilità contro il rischio paese. Se mai quest’ultimo fosse stato percepito, le elezioni di ieri e soprattutto quelle di marzo serviranno verosimilmente a eroderla. “La rimozione di rischi politici associati con la transizione alla nuova presidenza – scrivevano gli analisti di Merrill Lynch in un report di settimana scorsa – e la forte performance macro dovrebbero risultare in un upgrade del rating sovrano della Russia in territorio A che dovrebbe essere positivo per gli tutti gli asset russi”.

 

Il riferimento dunque è quello delle elezioni presidenziali del 2 marzo. E’ qui che persiste l’unico punto di domanda. Putin, che ha già ricoperto due mandati presidenziali consecutivi, non potrebbe far parte della rosa dei candidati. La forte maggioranza di cui Putin godrà in parlamento potrebbe però consentirgli le modifiche costituzionali per un altro mandato.

 

Pur con questa incertezza un richiamo alla fiducia viene ancora dal report di Merrill Lynch. La casa d’affari si dice in sostanza non preoccupata dagli esiti delle elezioni, prevedendo anzi che la corsa per la presidenza possa tradursi in un nuovo stimolo per l’economia russa. “In un anno elettorale, la politica fiscale è probabile che venga ammorbidita piuttosto che il contrario. Ci sono già accenni di piani governativi per incrementare gli investimenti e la spesa in generale”.

 

Insomma un altro fattore che andrebbe a innestarsi in uno scenario di rapida espansione economica, che difficilmente potrà essere interrotta da qualsiasi restrizione politica nel corso del 2008. L’economia ha finora dato ragione alla politica di Putin. Nel 2006 il Pil russo ha registrato una crescita del 6,7%. Per il 2007 si attende un tasso di espansine del 7,5%. Il tasso di disoccupazione dal 7,2% del 2006 è previsto scendere al 6,5%, mentre l’inflazione che solo nel 2005 navigava al 12,7% è attesa scendere all’8,3%.