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Piazza Affari: Prysmian sul fondo del Ftse Mib dopo deal General Cable, analisti si concentrano su sinergie

L’annuncio era nell’aria da tempo: l’italiana Prysmian compra la statunitense General Cable. Valore dell’operazione: 3 miliardi di dollari. Il mercato si sofferma sul prezzo, giudicandolo probabilmente “elevato”, analisti guardano alle …

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In una giornata intonata al rialzo per il Ftse Mib che sale di oltre l’1%, il titolo Prysmian si muove in controtendenza, lasciando sul terreno oltre il 3 per cento. Prima dell’avvio delle contrattazioni europee, la società guidata da Valerio Battista ha annunciato di avere raggiunto un accordo per rilevare la statunitense General Cable. La valutazione della società, inclusi il debito netto e altre passività, è di circa 3 miliardi di dollari. Il prezzo rappresenta un premio dell’81% rispetto alla quotazione di General Cable lo scorso 14 luglio, ultimo giorno prima dell’avvio di un processo di analisi di alternative strategiche. In particolare, Prysmian stima che il gruppo, a seguito della combinazione, sarà in grado di generare sinergie per circa 150 milioni di euro entro cinque anni dal perfezionamento dell’operazione. I costi straordinari di integrazione sono stimati pari a 220 milioni.

Un’operazione finita sotto la lente degli analisti, con gli esperti di Morgan Stanley che confermano la raccomandazione “outperform” su Prysmian. “Nonostante il prezzo per azione pagato per General Cable potrebbe rappresentare una sorpresa per il mercato, le potenziali sinergie sono significative e più elevate rispetto alle attese“, commentano gli esperti della banca statunitense. “Considerando il track record di Prysmian nelle operazioni di M&A, in particolare sulla base dell’acquisizione di successo di Draka, ci aspettiamo che il mercato dia credito alla compagnia per l’ammontare di sinergie”. E ancora, secondo Morgan Stanley, è: “un deal accrescitivo del 10% già dal primo anno“.

Anche Equita, che conferma il rating “hold”, con un target price di 28,5 euro ad azione su Prysmian, passa al setaccio il comunicato stampa diffuso dal gruppo italiano ed evidenzia alcuni punti: “la possibilità di generare circa 150 milioni di sinergie di costo, a regime al lordo degli effetti fiscali, entro 5 anni, con costi di integrazione per 220 milioni di euro; ci si attende che l`integrazione sia accreative in termini di Eps (fattorizzando emissione di strumenti di equity per 500 milioni di euro) per il 10- 12% già entro il primo anno (escludendo sinergie e costi di implementazione). La transazione verrà finanziata attraverso un mix di nuovo debito, cassa disponibile e linee di credito esistenti. E infine il consiglio di amministrazione di Prysmian ha chiesto al direttore finanziario di analizzare l’opportunità di implementare nei prossimi 12 mesi l’emissione di nuove azioni per un ammontare massimo di 500 milioni di euro”.

“Incorporando il 60% delle sinergie comunicate al 2020 (128 milioni pre-tasse, di cui 90 milioni costo/38 milioni finanziarie), il P/E adjusted 2020 di Prysmian scenderebbe da 14,9 volte a 10,5 volte – si legge nel report di Equita -. Il debito netto/Ebitda rettificato della nuova entità combinata raggiunge 2,8 volte-2,3 volte al 2018-19 (ipotizzando la conversione del convertibile da 300 milioni più l’aumento di capitale da 400 milioni). Incorporando il 100% delle sinergie (sia di costo sia finanziarie), stimiamo in via preliminare una creazione di valore di circa 5 euro per azione. L’operazione è ragionevole dal punto di vista industriale, il multiplo pagato per l’asset è elevato ma giustificato da elevate sinergie“.