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Prova di forza di Italcementi e Buzzi sull’onda Rmc

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Prova di forza di Italcementi e Buzzi. Il titolo della società di Giampiero Pesenti segna un rialzo dello 0,34%, passando di mano a quota 11,68 euro. Gli fa compagnia l’azione della società della famiglia Buzzi (+0,04%) a quota 10,52 euro. Nella mattinata di ieri è stata annunciata da parte di Cemex, società messicana tra i maggiori produttori al mondo di cemento, l’offerta sulla britannica Rmc, attiva anch’essa nel settore building materials, ma soprattutto nel segmento del calcestruzzo. Il valore dell’operazione è di 4,2 miliardi di dollari, solo per l’equity. Un’operazione che ha dato lustro alle testimonial italiane. Il motivo? “L’offerta, tutta cash, equivale ad un premio di oltre il 40% sui prezzi di mercato del gruppo inglese”, spiegano gli analisti di AbaxBank. “L’operazione ha riportato interesse su tutto il settore in Europa e ha spinto al rialzo quasi tutti i titoli nella giornata di ieri, per due ragioni fondamentali”. Sul mercato sono tornate alla ribalta ipotesi di ulteriori future operazioni nell’ambito di un nuovo processo di consolidamento che viene visto come inevitabile da molte parti. In particolare a detta degli esperti della banca milanese “si cerca di capire quale potrebbero essere le prossime mosse di Lafarge, leader del settore e di Holcim, la numero due. Il prezzo offerto da Cemex, e i multipli impliciti in questo prezzo, hanno riportato l’attenzione sulle valutazioni di alcuni titoli del settore in Europa”. Mettendo sotto la lente RMC, si scopre che “sarà acquisita ad un multiplo Ev/Ebitda 2004 di 7,1 volte se si considera il debito atteso a fine 2004, contro una media del settore in Europa che non raggiunge i 6 volte, e questo nonostante la marginalità di RMC sia decisamente inferiore a quella media dei produttori di cemento”, fanno notare gli analisti di AbaxBank. Questa valutazione ha una sua ragion d’essere. “RMC ha un mix di prodotto fortemente orientato verso il calcestruzzo, che garantisce una redditività inferiore rispetto al cemento. In particolare, alla luce di questa operazione sembrano ancor di più sottovalutate le società italiane, che trattano ad un multiplo sull’Ebitda poco superiore alle 4 volte”, concludono gli esperti di Abaxbank. Dunque orecchie dritte per i cementiferi nostrano. “Guardando al mercato italiano, continuiamo a preferire Italcementi e Cementir”.