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Prospettive dollaro: ha più probabilità di indebolirsi che di rafforzarsi (analisti)

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Marcia indietro del dollaro dopo gli ultimi sviluppi che vedono il tavolo negoziale tra Washington e Pechino proseguire in modo costruttivo. Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato nel corso della notte che la scadenza di inizio marzo per l’applicazione di tariffe più elevate sulle importazioni cinesi sarà ritardata alla luce degli ultimi sviluppi positivi delle trattative con Pechino. “Il clima costruttivo dovrebbe permettere di portare a casa con una certa facilità il risultato minimo di una proroga della tregua senza incidenti di percorso”, rimarca Alessandro Balsotti, Strategist e Gestore del JCI FX Macro Fund, che si sofferma anche sulle parole di Richard Clarida, vice presidente della Federal Reserve, che ha discusso sull’ampia revisione del quadro di politica monetaria della Federal Reserve che la banca centrale sta intraprendendo quest’anno. Un tema di lungo
periodo: ossia la revisione di strategia, strumenti e metodologia di comunicazione della politica monetaria della Fed.

“Le sue parole – asserisce Balsotti – insieme alla condivisa volontà cino-americana ad evitare volatilità indesiderata sul cambio dollaro-yuan mi rafforzano nell’idea che il dollaro ha più probabilità di indebolirsi che di rafforzarsi, pur dovendo ammettere che il differenziale di tasso a favore del biglietto verde rappresenta un avversario temibile per questo tipo di view specialmente nell’attuale regime a bassa volatilità”.

Oggi il dollaro viaggia in calo contro tutte le altre principali valute con l’euro/dollaro sui massimi a due settimane nella speranza che una tregua possa rilanciare la stagnante economia della zona euro.