Prosegue il rally di inizio anno. Nuova seduta positiva per l'indice Ftse Mib

Inviato da Massimiliano Volpe il Mar, 03/01/2012 - 17:56
Nuova seduta di rialzi per Piazza Affari sostenuti dai confortanti riscontri economici arrivati da Cina, Germania e Stati Uniti. L'indice Pmi non manifatturiero cinese a dicembre è schizzato a 56 punti dai 49,7 di novembre. Riscontri positivi sono arrivati dal mercato del lavoro tedesco con il tasso di disoccupazione sceso al 6,8% a dicembre dal 6,9% di novembre. Oltreoceano invece è risultata superiore alle attese la crescita dell'indice Ism manifatturiero. L'indice Ism relativo al settore manifatturiero a stelle e strisce a dicembre si è attestato a 53,9 punti dai 52,7 punti precedenti. Battute le attese del mercato che erano ferme a 53,4 punti

Piazza Affari ha chiuso nei pressi dei massimi di giornata con l'indice Ftse Mib salito dell'1,24%. Si sono mossi bene i titoli del comparto finanziario guidati anche oggi da Mps con un rialzo del 3,95% che fa seguito al +3,53% della vigilia in scia all'arrivo di Fabrizio Viola come nuovo direttore generale. Secondo quanto riportato da "La Stampa" la banca senese sta lavorando a un piano industriale che prevede cessioni di attività ritenute non strategiche e cartolarizzazioni che dovrebbero portare a un rafforzamento patrimoniale di circa 1,8 miliardi.

Tra i bancari ha pagato dazio invece Unicredit (-2,47%). Il titolo di Piazza Cordusio ha pagato il taglio di prezzo obiettivo deciso da Goldman Sachs che ha portato il prezzo obiettivo da 11 a 10,65 euro. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il consiglio di amministrazione dell'istituto milanese potrebbe essere convocato per domani. All'ordine del giorno ci sarebbero i dettagli dell'aumento di capitale che voci danno in partenza il 9 gennaio con un sconto sul Terp (il prezzo teorico ex diritto) che potrebbe essere tra il 35% e il 45%.
Tra gli industriali bene Fiat Industrial (+3,53%) e anche Fiat (+3,67%) nonostante ieri i dati di dicembre sulle immatricolazioni auto hanno confermato la debolezza del gruppo torinese sul mercato italiano con immatricolazioni in calo del 19,8%. La quota di mercato di Fiat è scesa al 28,51% dal 30,1 del dicembre 2010.
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