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Prosegue l’interesse degli investitori istituzionali stranieri per l’India, il “porto più sicuro” degli Emergenti

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Dopo un’impennata del 13% a marzo, l’indice MSCI India è rimasto sostanzialmente invariato ad aprile registrando una performance in linea con l’indice MSCI Emerging Markets. Ma per gli analisti non si spegne l’interesse per il mercato indiano, che sarebbe ben impostato e relativamente più “tranquillo” rispetto all’attuale media degli Emergenti.
L’apporto degli investitori istituzionali
Secondo gli analisti, infatti, la politica interna e gli ultimi indicatori economici di New Delhi sono largamente positivi. Il taglio dei tassi di 25 punti base, il miglioramento dei dati relativi alla produzione industriale e la previsione di monsoni record dopo due anni di assenza hanno risollevato gli animi, inoltre gli investitori istituzionali stranieri sono stati acquirenti netti con 1,8 miliardi di dollari di titoli da inizio anno. “La produzione industriale è cresciuta del 2% a febbraio e la ripresa ha avuto un’ampia base: i beni strumentali, i beni di consumo durevoli, i prodotti di base e intermedi hanno tutti mostrato significativi incrementi – spiega Wojciech Stanislawski, gestore del Comgest Growth India – Inoltre alcuni indicatori, come le vendite di veicoli commerciali leggeri, trattori, mezzi a due ruote, la crescita della domanda di cemento e acciaio, la produzione di energia, il trasporto merci, e il consumo di diesel stanno iniziando a mandare alcuni segnali di miglioramento”. Non ultimo, viene considerato positivo il fatto che la Reserve Bank of India abbia lasciato invariate le previsioni relative a crescita e inflazione, poste rispettivamente al 7,6% e al 5%.
Progressi strutturali
Stanislawski segnala anche un progresso nelle proposte di legge favorevoli al mercato, come quella (già approvata) relativa al Real Estate. “Ci aspettiamo ora che venga varato un codice fallimentare e una normativa sull’insolvenza che permettano alle banche di far fronte ai crediti inesigibili“, aggiunge il gestore. In ogni caso il risultato delle società presenti nel portafoglio Comgest è giudicato nel complesso soddisfacente. Come spiega Stanislawski, Bharti Airtel ha annunciato un aumento a doppia cifra dei volumi di traffico voce, il più alto degli ultimi 18 trimestri, nonché un incremento del traffico dati del 69% con margini in miglioramento. “Inoltre il principale competitor del gruppo, Idea, ha per la prima volta aumentato le tariffe delle telefonate sacrificando i volumi e lasciando intravvedere una riduzione nella competitività”, precisa il gestore. Quanto a Shiram Transport, altro titoli nel portafoglio Comgest, ha aumentato del 41% gli esborsi, che hanno portato a una crescita degli AuM pari al 23%, grazie alle ingenti vendite di mezzi commerciali pesanti che sono più costosi. “Nonostante il continuo degrado della qualità degli asset nei precedenti trimestri, non si sono registrati arretramenti nell’ultimo trimestre. Al contrario i margini sono aumentati per un minore costo dei fondi”, aggiunge Stanislawski. Che conclude: “La società ha dato una guidance di una forte crescita (pari al 15%) per quest’anno sulla scia di una previsione climatica e di segnali di raccolta delle attività legate alle infrastrutture positivi”.