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Proposte Bce su NPL: Moody’s conferma outlook negativo su banche italiane. S&P: così si frena credito a imprese

Moody’s fa notare che gli NPL delle banche italiane presentano il valore più alto in Europa, pari al 17,3% dei loro prestiti lordi, più di tre volte la media dell’Unione …

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Le nuove disposizioni della Bce sulla gestione degli NPL delle banche hanno fatto scattare sull’attenti sia S&P che Moody’s.

In una nota diramata stamattina, Moody’s ha reiterato l’outlook negativo sulle banche italiane, motivando la decisione con “le continue e crescenti pressioni a cui gli istituti fanno fronte, nel loro processo di riduzione dei crediti deteriorati (NPL), in un contesto in cui ci sono limitate opportunità di raccogliere capitali, una redditività che continua ad essere debole e una significativa esposizione di credito verso il governo italiano”.

Tali fragilità, ricorda Moody’s, sono solo “in parte compensate da una lieve ripresa economica e da flussi più bassi di Npl”.

L’agenzia di rating ricorda tra l’altro che “mel dicembre del 2016, lo stock dei crediti problematici delle banche italiane si attestava a 349 miliardi di euro,  il valore più alto in Europa, pari al 17,3% dei loro prestiti lordi, più di tre volte la media dell’Unione europea, pari al 5,1%”.

Moody’s scrive comunque anche che “il profilo di finanziamento delle banche italiane rimarrà solido, visto che il funding arriva soprattutto dai depositi e le necessità del wholesale funding (che comprendono prestiti interbancari o i depositi esteri) sono basse”.

La nota di Moody’s arriva all’indomani della pubblicazione di uno studio di Standard & Poor’s, che avverte che le nuove regole della Bce contenute nell’addendum reso noto qualche giorno fa rischiano di ridurre il credito che le banche italiane erogano alle imprese.

“Prevediamo che le banche italiane diventino sempre meno propense a erogare credito alle imprese nazionali” anche perchè queste ultime, spiega S&P, sono “più sensibili al ciclo economico e generano maggiori livelli di crediti deteriorati nelle fasi di difficoltà”.

L’agenzia spiega che le nuove regole della Bce potrebbero tradursi inoltre nella richiesta di “detenere maggiori capitali in futuro”.

Detto questo, S&P non boccia le proposte della Bce, affermando che la loro applicazione “potrebbe incoraggiare le banche a liquidare le esposizioni deteriorate più rapidamente” e “non ha conseguenze immediate sul rating delle banche”.

Detto questo, strategist e critici delle norme hanno individuato proprio nella conseguenza di uno smaltimento più veloce degli NPL da parte delle banche una nota negativa per il settore, in quanto un rapido smobilizzo dei crediti non performanti potrebbe tradursi in una svendita degli stessi, a danno degli istituti.