Promotori finanziari e private banker preferiscono pc e tablet alle testate cartacee

Inviato da Massimiliano Volpe il Gio, 10/07/2014 - 10:04
Digitale o cartaceo? Promotori finanziari e private banker preferiscono reperire notizie e informazioni su fondi e case di gestione attraverso pc, tablet e, in minor misura, smartphone, perché offrono la possibilità di accedere a notizie e report sempre aggiornati e una flessibilità e rapidità di consultazione maggiore rispetto a quotidiani e magazine cartacei.



È quanto emerge da un'indagine condotta da Raiffeisen Capital Management, che ha coinvolto oltre 900 promotori finanziari, private banker e operatori bancari che a maggio hanno partecipato al Roadshow della società di gestione. In breve, per accedere alle informazioni finanziarie, il 61% dei partecipanti usa con maggiore frequenza il pc, seguito da tablet (36%), giornali e magazine cartacei (23%) e smartphone (20%). Considerata la predominanza del mezzo digitale, le fonti di informazione consultate più di frequente sono Il Sole 24 Ore online per le notizie, con il 46% delle preferenze, e Morningstar per le notizie e i dati sui fondi comuni, con il 43% delle preferenze.



Market view e processo di investimento. Secondo il campione intervistato i contenuti prodotti dalle case di gestione che interessano maggiormente promotori finanziari e private banker sono le market view dei gestori (63%) e i report che approfondiscono il processo di investimento delle case di gestione e delle diverse strategie di investimento (58%). Meno interessante, secondo il campione considerato, ricevere o leggere notizie relative a rating e premi ricevuti da società e fondi (5%) o su struttura e organizzazione societaria degli asset manager (5%).



Asset class preferite. Per finire risulta abbastanza bilanciato l'uso delle diverse asset class nei portafogli dei clienti. Il primo posto spetta ai fondi azionari (58%), seguiti a breve distanza dai fondi obbligazionari (54%), e dai fondi bilanciati (47%). In ultima posizione i fondi monetari utilizzati nei portafogli dei clienti del 29% degli intervistati.

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