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Project Turquoise per l’offensiva del Nasdaq all’Lse

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C’è chi nell’unione tra London Stock Exchange e Borsa Italiana ha voluto vedere una mossa per diluire la presenza del Nasdaq nel capitale della borsa londinese. Una volta effettuata la fusione, la partecipazione nella società mercato posseduta dal Nasdaq scenderà infatti dall’attuale 30,4% a una quota tra il 22 e il 25% di un gruppo del valore complessivo di 5,8 miliardi. Diventerà così ancora più oneroso per gli americani tentare una scalata (sebbene per una nuova Opa secondo i regolamenti britannici dovrà passare almeno un anno da quella lanciata nel dicembre 2006).


 

Quale potrà essere la reazione del Nasdaq? Secondo alcuni una discesa in campo diretta sul suolo europeo. E’ questa la tesi riportata oggi dal Daily Telegraph, secondo cui il Nasdaq fornirà, attraverso la recentemente acquisita Omx, il sistema tecnologico per la creazione della piattaforma di trading alternativa a cui dovrebbero partecipare diverse grandi investment bank. L’iniziativa, denominata Project Turquoise, dovrebbe prendere il via prima della fine dell’anno per iniziativa di Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Merrill Lynch, Morgan Stanley e Ubs.


 


Il progetto delle banche, nato in previsione della direttiva Mifid, che abolirà l’obbligo della concentrazione degli scambi su mercati regolamentati, ha avuto avvio per costituire un mercato caratterizzato da minori costi di transazione, ma le dimensioni degli attori in campo lasciano presupporre una veloce crescita del sistema di trading alternativo.


 


In sostanza si avrà una concorrenza tra più sedi di esecuzione. Sarà forse anche per questo che l’a.d. dell’Lse, Clara Furse, si è affrettata a chiarire durante la presentazione dell’operazione che la nascita della nuova società e le conseguenti economie di scala garantiranno ai fruitori di servizi di trading una riduzione dei costi.


 


Nella short list per la fornitura della tecnologia al sistema di trading alternatvio, oltre a Omx, ci sono Chi-X e Instinet. Oltre al business delle tecnologie per le negoziazioni, Omx gestisce i mercati finanziari scandinavi e del Baltico.


 


Intanto Clara Furse ha chiarito oggi che “il Nasdaq non ha alcun veto sull’integrazione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange”, sottolineando che l’operazione ha già il consenso di oltre il 51% degli azionisti.