Profumo lancia avvertimento a Fondazione, titolo Mps mette il turbo

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 17/08/2012 - 10:55
Piede sull'acceleratore oggi in Borsa per Mps. Il titolo del gruppo bancario senese fa segnare a metà mattinata un progresso del 7,19% a quota 0,196 euro. Il mercato guarda ai possibili cambiamenti futuri in seno alla banca. Ieri il presidente di Rocca Salimbeni, Alessandro Profumo, è intervenuto all'emittente Canale 3 Toscana rimarcando la necessità per la banca di ritornare ad essere redditizia e distribuire dividendi, che però non potranno essere quelli a cui la Fondazione Mps si era abituata nei momenti di massimo splendore. 

Parte pressing per indurre Fondazione a ridurre ulteriormente propria quota
Profumo in particolare ha voluto puntualizzare l'anomalia della situazione della Fondazione Mps, azionista di riferimento al 37,5% del capitale della banca. "Non può avere tutti i suoi beni investiti nel singolo asset della banca - sono state le parole di Profumo - e questo vuol dire che nel tempo dovrà ridurre ulteriormente la sua quota di partecipazione". In generale il presidente di Mps ha sottolineato la necessità per la banca di cambiare modo di fare banca, anche perché l'intero settore bancario deve fronteggiare un contesto diverso con una redditività che non è più quella di metà anni '90 e inizio 2000.
Nei giorni scorsi erano arrivate anche le parole del presidente della Fondazione senese, Gabriello Mancini, che ha manifestato l'intenzione di cambiare lo statuto della fondazione prima della scadenza del suo mandato (luglio 2013, ndr). Cambio dello statuto volto a ridurre il peso della politica locale nelle decisioni strategiche.

Alle porte nuovo round del confronto banca-sindacati
Intanto settimana prossima riprenderà il confronto tra la il responsabile delle risorse umane della banca senese e i sindacati dopo l'incontro interlocutorio avvenuto il 13 agosto. Oggetto del contendere i tagli previsti dal nuovo piano industriale 2012-2015 che prevede la chiusura di 400 sportelli con la riduzione dei posti di lavoro di 4.600 unità. Piano che inoltre prevede "l'esternalizzazione" di 2.350 dipendenti e che ha già provocato uno sciopero del personale lo scorso 27 luglio.

 

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