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Profumo apre a Capitalia, sullo sfondo la partita Mediobanca

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“Il gruppo guarda regolarmente ogni opzione che possa creare valore per i propri azionisti e anche Capitalia può avere queste caratteristiche. Tuttavia allo stato non vi sono progetti concreti”. E’ quanto si legge in una nota emessa quest’oggi da Unicredit nell’ambito della presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre. Chiarimenti che fanno il paio con quelli forniti in un’altra nota da Capitalia su richiesta della Consob: “Non vi sono – si legge nel documento dell’istituto capitolino – progetti di aggregazione con altre banche” ma “nell’ambito delle varie opzioni strategiche, vi sono stati contatti con varie realtà bancarie”.


 

Qualcosa di grosso potrebbe dunque essere in movimento sullo scacchiere del credito nazionale, così come già ieri il mercato aveva mostrato di credere. Nell’ultima seduta il titolo Capitalia ha infatti messo a segno un rialzo di oltre il 4 per cento. Circostanza da cui hanno preso le mosse le richieste di chiarimenti dalla Consob.


 


A smuovere le acque anche nel Belpaese sono state da un lato l’indiscrezione di un nuovo acquirente per Capitalia proposto da Royal Bank of Scotland e disposto a mettere sul piatto un’offerta superiore al prezzo di mercato, dall’altro la constatazione di un possibile cambio di vento in Francia che potrebbe farsi sentire anche nella Penisola. L’elezione di Nicolas Sarkozy all’Eliseo, schieratosi già in campagna elettorale per la difesa degli interessi nazionali, lascia presagire una chiusura alla possibile fusione Unicredit-Société Générale. L’istituto di piazza Cordusio si vedrebbe così costretto a ripiegare in terra italiana, dove il consorte più accreditato resta appunto Capitalia.


 


In gioco potrebbe però esserci anche un interesse più ampio. Capitalia e Unicredit sono i due maggiori azionisti di Mediobanca (con rispettivamente il 9,603 e l’8,828%) e una loro unione potrebbe preludere al tanto atteso riassetto del salotto buono della finanza italiana. Non è sfuggita tra le altre cose la breve vacanza proprio di Sarkozy, subito dopo l’esito delle elezioni, a bordo del panfilo del finanziere Vincent Bolloré, il terzo maggior azionista di piazzetta Cuccia.


 


Unicredit ha chiuso il primo trimestre con un incremento dell’utile netto del 29% per complessivi 1,78 miliardi di euro. Il risultato di gestione ha mostrato un progresso del 20% a 3,191 miliardi. Il margine di intermediazione nei tre mesi è cresciuto del 10% a 6,577 miliardi. Il core tier1 è cresciuto dello 0,17% rispetto a fine 2006 portandosi al 5,99%. Il Roe si attesta invece al 19,7%. Era al 17% alla fine del primo trimestre del 2006.