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Produzione industriale non riparte e l’Italia rischia di dover aspettare ancora per uscita da recessione

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I riscontri non convincenti arrivati oggi dalla produzione industriale, salita solo dello 0,2% uu base mensile a settembre con un -3% annuo (il 25simo calo tendenziale consecutivo), fanno temere un andamento meno convincente del previsto del Pil italiano nel terzo trimestre. La prima lettura del Pil del trimestre luglio-settembre da parte dell’Istat è in agenda giovedì e potrebbe sentenziare un allungamento della striscia negativa del Pil, arrivata ad otto trimestri consecutivi con segno meno. Il consensus Bloomberg vede una contrazione minima dello 0,1% t/t, anche se più di un analista negli ultimi mesi si era spinto a prevedere un arresto del calo del Pil.

“La produzione industriale è risultata inferiore alle nostre attese – commenta Fabio Fois, economista di Barclays – aumentando le possibilità che l’Italia non sia riuscita a pervenire nel terzo trimestre alla stabilizzazione del Pil”. L’esperto di Barclays ritiene quindi possibile che lo scorso trimestre si sia chiuso con un calo dello 0,1% rispetto alla previsione ufficiale della banca britannica di Pil piatto. Comunque secondo Fois continuano a sussistere i segnali di stabilizzazione emersi nella prima metà dell’anno come confermato dagli ultimi dati da indici Pmi e bilancia commerciale. “Detto questo – prosegue Fois – continuiamo a ritenere essenziale che il governo implementi le riforme strutturali, rimuova le rigidità strutturali e le strozzature dal lato dell’offerta al fine di aumentare il potenziale di crescita del Paese.

Confindustria stima moderato segno più anche a ottobre
Per il mese di ottobre il Centro Studi Confindustria (CSC) stima un incremento della produzione industriale dello 0,3%. Ancora distanti ben 25 punti percentuali i picchi di attività pre-crisi (aprile 2008). L’analisi del CSC rimarca come nel terzo trimestre si è avuta una contrazione della produzione dell’1% sul precedente (-0,9%% nel secondo trimestre sul primo). “Gli indicatori anticipatori sono coerenti con ulteriori marginali progressi dell’attività nei mesi autunnali – sottolinea l’Indagine rapida sulla produzione industriale pubblicata da Confindustria – secondo i direttori degli acquisti (indagine Markit), sono migliorati gli ordini ricevuti dalle imprese industriali: l’indice della relativa componente del PMI manifatturiero per l’Italia si è attestato in ottobre al di sopra della soglia neutrale di 50 (50,3 da 50,5). La componente riferita agli ordini esteri rappresenta il dato più positivo: 55,5, stabile su settembre e in area di espansione per il decimo mese consecutivo grazie agli aumenti delle commesse dai paesi al di fuori dell’Unione Europea”.