1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Prodi, in cinque punti il destino del “tesoretto” fiscale

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Il presidente del consiglio, Romano Prodi, è apparso ottimista ieri al termine del vertice di due ore con i vicepresidenti Massimo D’Alema e Francesco Rutelli e il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa. “Abbiamo raggiunto un completo accordo” sulla destinazione del tesoretto fiscale, ha commentato al termine della riunione mentre con riguardo alla vertenza sindacale per il rinnovo del contratto ai dipendenti statali il premier ha espresso fiducia sulla possibilità di raggiungere un accordo nei prossimi giorni che eviti lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil per il primo giugno.


Sul tema una delle ipotesi su cui si è dibattuto propone un aumento di 101 euro con l’allungamento della durata dei contratti da due a tre anni a partire dal 2008. Le parti sindacali, riunite a Siviglia per il Congresso del sindacato europeo, hanno scelto per il momento di non pronunciarsi in attesa di un prossimo chiarimento del quadro delle proposte che potrebbe arrivare a partire da giovedì. Rimane per il momento confermato lo sciopero dei dipendenti pubblici, eventualità che il governo vorrebbe in tutti i modi evitare alla vigilia di un’importante tornata elettorale amministrativa. Tra i problemi sollevati da questa proposta la necessità di ricorrere al tesoretto fiscale. Padoa-Schioppa ha ribadito la sua contrarietà a difesa del rigore nei conti pubblici.

Il ministro del Tesoro prevede di destinare 7,5 miliardi di euro alla riduzione del deficit dello Stato lasciando il resto alle proposte di sviluppo e di equità sociale delle quali si è discusso durante il vertice di ieri. Si tratterebbe di circa 2,5 miliardi di euro che potrebbero però aumentare dopo la pubblicazione dei dati sull’autotassazione relativi al mese di giugno. In questo caso il governo avrebbe maggiore spazio per accontentare le richieste sindacali, implementare le misure a sostegno della socialità e tenere sotto controllo i conti del Paese.


Sono quattro i punti fondamentali che Romano Prodi ha indicato al termine del vertice. Al primo posto l’incremento delle pensioni più basse, gli incentivi alla precarietà giovanile e gli ammortizzatori sociali per disoccupati o disagiati. Al secondo posto il nodo delle infrastrutture del Paese. Al terzo la destinazione di fondi alla ricerca scientifica e all’inovazione. Al quarto posto, il piano casa con la riforma catastale e l’abolizione dell’Ici sulla prima casa a partire dal 2008 e infine, al quinto posto il sostegno alle politiche familiari.