Prodi appare fiducioso sull'accordo tra Eni e il Kazakistan

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 08/10/2007 - 13:59
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Si torna a parlare della creazione del consorzio guidato da Eni e il Kazakistan. E su questo tema sono ottimistiche le parole espresse dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, che vede più vicina una possibile intesa tra i due Paesi sul giacimento in Kashagan.

Si è dunque aperta nel migliore dei modi la due giorni di Prodi nella città di Astana, in Kazakhstan. La positività del premier italiano è arrivata dopo l'incontro di oggi con il presidente della Repubblica kazako, Nursultan Nazarbajev, che ha mostrato una certa apertura e propensione al raggiungimento di un accordo. "I tempi e le modalità di chiusura del deal sono al momento nelle mani del Kazakistan", ha spiegato Prodi ai giornalisti". Il presidente del Consiglio ha, tuttavia, ribadito, che è ancora difficile per lui dare una data o un periodo circa la conclusione  della trattativa a cui i tecnici stanno lavorando.

In un clima sicuramente disteso Nazarbajev ha inoltre colto l'occasione per ribadire che alcune condizioni vengano rispettate. Innanzi tutto, quella relativa alla celerità dei tempi nella produzione del giacimento. Poi, non deve venire mancare la tutela ecologica e l'uso del gas proveniente dallo sfruttamento del petrolio. "Sullo sfruttamento del giacimento di Kashagan non vedo problemi ma ogni investitore deve rispettare le regole". È quanto ha aggiunto il presidente del Kazakistan. "Se gli investitori violano l'accordo, il Kazakistan - ha spiegato Nazarbyev ai giornalisti durante la conferenza stampa - ottiene il diritto di intervenire". 

Più prudenti le dichiarazioni di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni. "Mi aspetto un negoziato complesso e non credo sarà rapido. C'è comunque un desiderio di raggiungere una situazione favorevole". Ha detto il numero uno del Cane a sei zampe sul nodo Kashagan.

Intanto, Eni viaggia poco sopra la parità a Piazza Affari. Il titolo del gruppo guidato da Paolo Scaroni è in lieve progresso dello 0,23% a 26,02 euro per azione, con oltre 37 milioni di pezzi scambiati.

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