Prodi al capolinea, l'incertezza premia Mediaset

Inviato da Redazione il Ven, 25/01/2008 - 08:54

E' giunta al termine l'esperienza del Governo guidato da Romano Prodi. A 20 mesi dal suo insediamento il Prodi II è caduto ieri sera al Senato dopo una richiesta di fiducia respinta da 161 voti contrari e 156 favorevoli. Non è bastata l'ipotesi di un rimpasto formulata dall'ex presidente del Consiglio. Si passa ora alla fase delle consultazioni, che verranno avviate già oggi dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che incontrerà i presidenti delle Camere.

Due i percorsi praticabili. Da un lato la creazione di un governo istituzionale per traghettare il Paese fino a una riforma elettorale (in questo caso in pole position per guidare l'esecutivo sarebbe il presidente del Senato, Franco Marini), dall'altro il voto, richiesto a gran voce dai banchi della Casa della libertà.

Con la cosiddetta fine del prodismo resteranno in sospeso una ventina di riforme, da quella sul fisco federale fino a quella del sistema radiotelevisivo, conosciuto come ddl Gentiloni, che avrebbe ridotto il tetto alla raccolta pubblicitaria e che avrebbe portato una rete Rai e una Mediaset sul digitale. Il titolo Mediaset ha chiuso in rialzo dell'1,8% a 6,005 euro dopo un massimo di giornata a 6,18 euro.
In mezzo c'è poi il ddl sul conflitto d'interessi ma anche la terza lenzuolata sulle liberalizzazioni del ministro Bersani. Saranno dunque bloccate le nuove misure sui conti bancari dormienti, sul caro benzina e sull'Rc auto. Ma non finisce qui. In stallo rischiano di finire anche le riforme istituzionali, quelle della giustizia e della sanità pubblica che avrebbe dovuto riscrivere le norme per le nomine dei manager del servizio sanitario nazionale e dei primari. Senza contare l'esito dell'eterna procedura di privatizzazione di Alitalia, che rischia ora di trovare un nuovo ostacolo sul suo percorso.
 
(notizia aggiornata alle ore 17.40)
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