Processo Parmalat, respinte le richieste di patteggiamento

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Il processo per il crac Parmalat non si ferma. Il tribunale di Milano, presieduto dal giudice Luisa Ponti, ha respinto e dichiarato inammissibili le richieste di patteggiamento avanzate nel corso dell’udienza del 21 maggio scorso dall’ex patron della società di Collecchio, Calisto Tanzi, e da altre nove persone.


Oltre all’ex numero uno di Parmalat, nella lista di coloro che hanno richiesto il patteggiamento spiccano i nomi di due membri del collegio sindacale, Massimo Nuti e Oreste Ferretti; dell’ex direttore generale di Parmalat finanziaria, Andrea Petrucci, e infine, degli ex consiglieri Pier Alberto Mistrangelo e Paola Visconti. Ma non solo. Figurano anche i due ex revisori esterni Adolfo Mamoli e Giuseppe Rovelli, entrambi di Deloitte & Touche, e Maurizio Bianchi di Grant Thornton.

Commenti positivi alla decisione del tribunale del capoluogo lombardo sono giunti dal difensore della Camera di Commercio di Milano, parte civile nella vicenda, Renato Palmieri. “Ci siamo così risparmiati – dichiara l’avvocato – una brutta figura a livello internazionale. La nostra finanza viene considerata poco seria all’estero e questo processo vuole evidenziare che le regole ci sono e vanno rispettate”.


In attesa di novità dalla prossima udienza, fissata per il 19 giugno, la soddisfazione non è mancata anche tra i consumatori e i piccoli risparmiatori, che si erano riuniti fuori palazzo di giustizia per protestare contro l’ipotesi di patteggiamenti. “Una vittoria per tutti i consumatori”. È stato questo il commento di Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons. “L’accoglimento delle richieste degli imputati – aggiunge Donzelli – avrebbe non solo prodotto uno sconto di pena inaccettabile ma avrebbe significato un risarcimento irrisorio per i consumatori truffati. Ipotizzare un’offerta risarcitoria pari all’1,40% del capitale era assurdo ed intollerabile”.


Intanto, Parmalat viaggia in territorio positivo a Piazza Affari. Il titolo del gruppo di Collecchio guadagna lo 0,76%, scambiando a 3,31 euro per azione.

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