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Procedura per deficit eccessivo, la Grecia esce dalla blacklist UE

L’annuncio è il primo passo per consentire ad Atene di tornare a finanziarsi presso i mercati internazionali dei bond.

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La Grecia esce dalla black list Ue dei paesi sottoposti a procedura per deficit eccessivo. Nella giornata di oggi, la Commissione europea ha annunciato infatti che il paese ha compiuto progressi sufficienti nel risanamento dei conti pubblici, tali da permettere la fine dell’EDP (Excessive Deficit Procedure) a suo carico.

Un “momento molto simbolico”, come ha commentato il commissario europeo Pierre Moscovici, che arriva “dopo anni di sacrifici del popolo greco”, stremato da una politica di austerity pretesa dalla troika, che ha gettato sul lastrico intere famiglie.

L’annuncio è il primo passo per consentire ad Atene di tornare a finanziarsi presso i mercati internazionali dei bond. Così Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue:

“La nostra raccomandazione di chiudere la procedura di deficit eccessivo a carico della Grecia è un altro segnale positivo della stabilità finanziaria e della ripresa economica del paese”.

I dati parlano chiaro: lo scorso anno la Grecia ha segnato un surplus dello 0,7% e quest’anno si appresta a riportare un deficit di appena l’1,2%.

L’Odissea non è ancora ufficialmente terminata: stando a quanto ricorda Reuters, la parola fine arriverà solo con l’ok di tutti gli Stati membri dell’Ue. Per ora, si sottolinea come l’emissione dei nuovi bond greci potrebbe avvenire già nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.

A eccezione di due bond emessi nel 2014, Atene è stata praticamente assente dai mercati dall’inizio della crisi dei debiti sovrani in Eurozona, ovvero dal 2009.

Tuttavia, la strada da percorrere per risanare, oltre alle sue finanze anche la sua economia, è molto lunga.

Se le stime sul Pil del 2017 sono positive – secondo la stessa Commissione la crescita sarà del 2,1% quest’anno, al di sopra della media dell’Eurozona – il tasso di disoccupazione si conferma infatti il più elevato dell’Unione europea (pari al 21,7% ad aprile). Il ritorno sui mercati dovrebbe comunque aiutare Atene a uscire dal programma di bailout, il terzo dal 2010, che terminerà alla fine di agosto del 2018.

Proprio la scorsa settimana i creditori europei di Atene hanno sbloccato nuovi prestiti per un valore di 8,5 miliardi di euro, nell’ambito del piano di salvataggio, da 86 miliardi.

Nel comunicato la Commissione ha precisato che, se gli stati membri dell’Ue approveranno la sua raccomandazione alla fine di quest’anno, saranno solo tre i paesi per cui la procedura per deficit eccessivo sarà ancora attiva: si tratta della Francia, della Spagna e del Regno Unito. Da segnalare che, al picco della crisi finanziaria del 2010, ben 24 dei 28 membri dell’Ue, erano presenti nella lista nera.

Dai dati della Commissione Ue emerge che Atene è riuscita a passare al surplus dello scorso anno, pari allo 0,7%, rispetto al deficit del 15,1% del 2009. Bruxelles ha aggiunto che “il risultato di questi sforzi è che prevediamo che il deficit rimarrà al di sotto della soglia del 3%” per diversi anni.