Procedono caute Borse europee dopo dati Usa: a Milano si specula su successore Ermotti

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Procedono caute le principali Borse europee dopo la diffusione del dato sulle richieste settimanali di mutui negli Usa calate nell’ultima settimana del 14,4% a 713,6 punti da 833,3 punti della settimana precedente e i dati sull’andamento dei prezzi, sulle nuove abitazioni e sulle concessioni edilizie a ottobre. L’inflazione ha mostrato ad ottobre un timido rialzo dello 0,02% contro attese che indicavano +0,3%. Le nuove costruzioni di abitazioni nel mese di ottobre si sono attestate 519mila unità, sotto le attese che ipotizzavano una crescita più sostenuta fino a 598mila unità. Si mantengono positivi i future su Wall Street, a circa un’ora dall’apertura, dopo la chiusura negativa di ieri.


 

Londra cede lo 0,14%, mentre salgono in modo speculare Parigi (+0,52%), Francoforte (+0,36%), Zurigo (+0,25%), con Milano che oscilla intorno alla parità (Ftse Mib -0,13%). Sul listino Milano ha invertito la rotta Mediaset (+1,67%), tornata dalla tarda mattinata in territorio positivo dopo lo scivolone delle ultime cinque sedute. Prosegue intanto la corsa di Exor (+2,10%), seguita sempre a distanza da Fiat (-0,84%), nel giorno in cui l’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne ha smentito la possibile cessione di Alfa Romeo, parlando da Los Angeles, in attesa dell’esordio della 500 al Salone dell’Auto.


 


Confermati anche gli acquisti sui bancari, da Bpm (+1,05%) a Intesa Sanpaolo (+0,21%) e Mediobanca (+0,83%). Più caute Mps (-0,11%) e Unicredit (-1,05%) all’indomani del primo incontro tra il presidente dell’istituto Dieter Rampl e le fondazioni, azioniste di peso della banca, dopo il riassetto al vertice. Sul tavolo della riunione, definita di routine, le strategie dell’istituto anche alla luce del focus sul territorio e della definizione della nuova squadra composta dall’amministratore delegato Federico Ghizzoni, da Roberto Nicastro alla direzione generale e da Paolo Fiorentino come Chief operating officer.


 


L’incontro è andato “benissimo” come ha spiegato, lasciando la sede, il presidente di Crt, Andrea Comba che vi ha partecipato insieme a Paolo Biasi (Cariverona), Dino De Poli (Cassamarca), Massimo Paniccia (Cr Trieste), Giovanni Puglisi (Fondazione Bds), Gianni Borghi (Manodori). Gli attriti che avevano caratterizzano la definizione della governance sono finite in fondo al cassetto. Ieri tra Rampl e i soci vi sarebbe stata piena convergenza sull’importanza dell’assetto internazionale della banca e, nel corso dell’incontro ci sarebbe stata anche convergenza sul profilo del successore di Sergio Ermotti al Corporate e investment banking: un settore che resta strategico per l’istituto.


 


La linea comune sarebbe quella di individuare una figura di peso, come a più riprese chiesto da Rampl, con l’idea di valorizzare un manager interno. La casella potrebbe venir chiusa in vista del prossimo 3 dicembre quando sono in programma i comitati strategico e governance. La rosa dei candidati sarebbe a quattro: Theo Weber, numero uno di Unicredit in Germania, Massimo Tononi, ex Goldman Sachs, il capo del corporate & investment banking italiano Piergiorgio Peluso, sostenuto da alcune fondazioni (Crt e Carimonte) e Luigi De Vecchi, ex luogotenente di Credit Suisse in Italia, oggi co-responsabile dell’investment banking dell’istituto elvetico a Londra.


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