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Privatizzazioni: Letta, da piano 10-12 miliardi di euro. 2 miliardi da cessione quota 3% Eni

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“Dal primo pacchetto di privatizzazioni, nei nostri calcoli dovrebbero entrare tra i 10 e i 12 miliardi, la metà a riduzione del debito pubblico nel 2014 e una parte a ricapitalizzare la Cdp“. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, sottolineando che si tratta di un pacchetto agevole e rapido. “Contiamo che l’anno prossimo possa dare i suoi risultati”, ha poi aggiunto Letta.

Letta, cessioni 3% Eni senza scendere sotto il 30%
Il pacchetto privatizzazioni varato oggi dal Governo comprende la cessione del 3% di Eni, senza però la possibilità di scendere sotto il 30%. Letta ha spiegato che ci sarà un’operazione di buyback che riguarderà Eni: “Un’operazione che comporterà la cessione di un 3% ulteriore di Eni senza che questa cessione comporti la discesa sotto il 30%”, ha precisato il premier. Il Governo ha inoltre previsto la vendita di altre quote pubbliche non di controllo “tranne per quel che riguarda la Sace, oggi in mano alla Cdp, per la quale invece ci sarà una maggioranza privata, come accade alle sue consorelle in Europa”. Le altre sono Stm e Enav (come partecipazioni dirette) e Fincantieri, Cdp reti, Tag e Grandi stazioni (per quelle indirette).

Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, entrando maggiormente nel dettaglio, ha spiegato che dalla cessione limitata del 3% della partecipazione detenuta nel gruppo petrolifero si mobilizzano 2 miliardi di euro. “Per effetto del buyback la nostra quota è accresciuta sino al 33%, quindi possiamo cedere il 3% e mobilizzare 2 miliardi euro senza scendere sotto il 30%”, ha precisato Saccomanni. Il ministro ha poi aggiunto che il Governo ha previsto la vendita del 60% di Sace e Grandi Stazioni, il 40% di Enav e Fincantieri e il 50% delle reti Cdp.