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Privatizzazioni Grecia: Atene pronta a chiedere più tempo ai creditori dopo deludente asta

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All’indomani dell’asta per la privatizzazione del gas in Grecia, andata a vuoto, Atene prova a correre ai ripari. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, che cita un funzionario del Governo, il Paese sarebbe intenzionato a chiedere più tempo per ridurre gli obiettivi di privatizzazioni per il 2013. Entro la fine dell’anno il governo Samaras dovrebbe infatti raccogliere almeno 2,5 miliardi di euro ed 1,8 miliardi di euro entro settembre dai ricavi della vendita di alcuni asset pubblici, tra cui la società del gas greco Depa. Si tratta di uno degli obiettivi previsti dal piano di salvataggio sottoscritto con l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale.  
Ieri il piano di privatizzazioni della Grecia è rimasto al palo. Secondo la stampa internazionale non è stata messa sul piatto nessuna offerta per l’operatore del gas ellenico, Depa, e solo un’offerta per la controllata, il gestore della rete di gasdotti Desfa
All’ultimo momento si sarebbe fatta da parte Gazprom, la società russa del gas. E nessuna offerta sarebbe stata avanzata nemmeno dall’altra possibile pretendente di Depa, ovvero la società M&M Gas. A mettersi di traverso all’ultimo momento sarebbe stato l’Antitrust europeo. A preoccupare l’authority la posizione dominante che il big russo del gas potrebbe assumere nel Vecchio continente. 
Sul tema è tornato oggi il primo ministro ellenico, Antonio Samaras. Quest’ultimo ha dichiarato che Atene non adotterà nuove misure supplementari per compensare il mancato incasso dalla vendita delle due società energetiche. “Ci sono molte persone che sostengono che verranno varate nuove misure di austerità, ma è ridicolo” afferma Samaras nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. 
Intanto sulla Borsa di Atene continuano a fioccare le vendite. Prima delle 12 l’indice di riferimento della Piazza finanziaria ellenica cede circa il 4%. A soffrire è soprattutto il comparto bancario con Alpha Bank e Piraeus Bank che registrano ribassi a doppia cifra.