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Primo sì alla fusione tra Fiat Industrial e Cnh. Marchionne: un passo epocale

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Via libera di Fiat Industrial alla fusione con Cnh. Con una maggioranza del 97,8% l’assemblea della società italiana ha detto sì alla fusione con la controllata statunitense da cui nascerà Cnh Industrial, la nuova società che sarà quotata a New York e Milano. Il prossimo passaggio formale è rappresentato dall’approvazione da parte dell’assemblea straordinaria di Cnh del 23 luglio.

Per quanto riguarda i dettagli dell’operazione, gli azionisti di Fiat Industrial riceveranno un’azione ordinaria Cnh per ogni azione detenuta e gli azionisti di Fiat Industrial che abbiano partecipato all’assemblea straordinaria “potranno richiedere l’assegnazione di un’azione a voto speciale Cnh Industrial per ogni azione Fiat Industrial dagli stessi posseduta”.

Durante l’assemblea straordinaria sono stati comunicati i nomi dei futuri componenti del Consiglio di amministrazione di Cnh Industrial: John Elkann, Mina Gerowin, Patrizia Grieco, Léo W. Houle, Peter Kalantzis, John Lanaway, Sergio Marchionne, Guido Tabellini, Jacqueline Tammenoms Bakker, Jacques Theurillat e Richard Tobin.

Marchionne: un passo epocale
“Un passo epocale” lo ha definito il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne secondo cui la fusione rappresenta “la soluzione più equilibrata, quella che permette di bilanciare nel modo migliore gli interessi di tutti”. “Un punto di arrivo naturale di un lungo processo iniziato diversi anni fa, un’operazione che risponde ad una logica di semplificazione, di crescita, di autonomia e di efficienza”.

Nel corso dell’Assemblea il manager italo-canadese ha ribadito di voler continuare a puntare sul nostro Paese. “In Italia Fiat Industrial ha 14 stabilimenti e 10 centri di ricerca e occupa circa 19 mila persone” ha detto il manager che ha confermato di voler “non solo preservare questa realtà, ma renderla più forte”. L’internazionalizzazione del gruppo mira a “contrastare un isolamento che ci renderebbe troppo soggetti ai cicli economici di una singola area geografica”.

In relazione alle polemiche innescate dalla decisione di fissare la sede legale di Cnh Industrial ad Amsterdam e il domicilio fiscale nel Regno Unito, Marchionne ha precisato che “chi ha fatto quelle affermazioni non sa o finge di non sapere che le tasse si pagano nei Paesi in cui si svolgono le attività operative, in cui ci sono gli stabilimenti industriali”.

700 milioni per la Sevel ma sono necessarie regole certe
Oggi l’Ad ha anche presentato il piano di sviluppo per lo stabilimento Sevel di Atessa (Fiat: Marchionne, 700 milioni per Ducato ma senza regole certe questo ultimo investimento), in provincia di Chieti, annunciando un investimento di circa 700 milioni di euro nell’arco di cinque anni. Lo stabilimento, nato dalla joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e PSA-Peugeot Citroën, produce i veicoli commerciali leggeri Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper. Ad oggi sono oltre 4,5 milioni i veicoli prodotti nello stabilimento, che occupa oltre 6.000 persone, rappresentando la più importante realtà industriale della regione.