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Il primo budget di Trump: schiaffo ad ambiente e all’America rurale. Spese difesa al record da Reagan

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Qualcuno l’ha definito una vera e propria dichiarazione di guerra all’ambiente. E’ il primo budget del presidente americano Donald Trump, che lascia già presagire una dura battaglia al Congresso. Del valore di $1,15 trilioni, ovvero $1.150 milioni, il budget targeto Trump premia l’esercito e le spese per la difesa, mentre taglia diversi programmi a sostegno dell’ambiente, ma anche a favore dell’agricoltura (proposti tagli di aiuti alle scuole delle aree rurali, aiuti di norma difesi a spada tratta dai repubblicani).  Vengono eliminati i finanziamenti legali per i poveri, e viene siglata la fine anche del National Endowment for the Arts (fondi a favore delle arti); il budget chiede inoltre l’addio al programma “Low Income Heating Assistance – programma che sostiene le famiglie a basso reddito, sostenendole nel pagamento dei costi energetici – e anche la fine del piano AmeriCorps lanciato dall’amministrazione di Bill Clinton, associazione che svolge servizi di assistenza e che, stando a quanto scritto nel sito stesso, mobilizza più di 2,3 milioni di volontari per le organizzazioni – no profit, scuole, agenzie – che aiuta.

Si prevede così una battaglia infuocata al Congresso degli Stati Uniti, e Trump potrebbe essere assediato non solo dall’opposizione, ma dagli stessi repubblicani. Il piano prevede anche che siano gli Stati Uniti – dunque i contribuenti americani – a finanzare la costruzione di un muro con il Messico. La proposta contenuta nella legge di bilancio parla di una iniezione immediata di $1,4 miliardi, e di una spesa successiva del valore di $2,6 miliardi per l’anno fiscale 2018, che inizia il prossimo 1° ottobre.

Tra le dichiarazioni più critiche alla proposta di budget di Trump, si fa notare quella arrivata dal senatore repubblicano Hal Rogers, che ha definito i tagli “draconiani e controproducenti”, mentre il repubblicano del North Dakota John Hoeven, nell’attaccare i tagli ai finanziamenti a favore del dipartimento all’agricoltura pari al 21%, sottolinea: “Sebbene siamo a favore dell’erogazione di maggiori finanziamenti a favore del nostro esercito e della difesa, dobbiamo continuare ad aiutare i nostri agricoltori e i loro ranch”.

E’ paradossalmente proprio l’America rurale, quella che ha dato grande sostegno a Trump, a essere non solo ignorata, ma anche in qualche modo denigrata dalle proposte di budget del presidente. Ci saranno tagli anche ai sussidi erogati fin qui a favore degli aeroporti delle zone rurali; tagli per $5,8 miliardi ai National Institutes of Health (centri di ricerca medica) nonostante il recente discorso al Congresso del presidente, che ha parlato della necessità di trovare “cure per le malattie che ci affliggono”.

I finanziamenti alla difesa sono invece stimati, in base alla proposta di Trump. in aumento di $54 miliardi: un valore record dai tempi di Ronald Reagan, ovvero dagli anni Ottanta. 

Lo schiaffo all’ambiente, se approvato, si tradurrà nella perdita di posti di lavoro per più di 3.000 dipendenti dell’Epa, l’agenzia federale per la Protezione dell’Ambiente, a causa dell’eliminazione di programmi come quello “Clean Power Plan” lanciato dall’ex presidente Barack Obama, che punta a rendere più severe le regole sulle emissioni da parte di impianti energetici, responsabili del global warming.