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Primi 5 giorni dell’anno più brutti di sempre per Wall Street

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Un minimo di 5 punti percentuali. E’ quanto lasciano sul terreno i maggiori indici azionari statunitensi solo da inizio anno. Ieri un’altra seduta disastrosa per banche e tecnologici ha lasciato il segno su Wall Street. Dall’inizio del 2008 il Dow Jones ha perso il 5,5%, lo S&P500 il 5% e il Nasdaq l’8%, quest’ultimo senza aver mai finora segnato una seduta chiusa con il segno positivo. Si tratta (sull’orizzonte delle prime cinque sedute) del peggiore inizio di anno nella storia dell’indice Dow Jones.


Ieri la sessione è stata caratterizzata dall’annuncio dell’addio alla carica di ceo di Bear Stearns di James Cayne. E’ il terzo capo di una grande banca, dopo Charles Prince di Citigroup e Stan O’Neal di Merrill Lynch, a cadere in conseguenza della crisi originata dai mutui subprime. Al posto di Cayne dovrebbe andare l’attuale direttore generale Alan Schwartz. L’alternanza al vertice non ha fatto comunque bene al titolo, che ha chiuso in calo del 6,6 per cento. Ma molti altri titoli finanziari si sono mossi pesantemente verso il basso in scia a indiscrezioni (smentite) di bancarotta del colosso dei mutui Countrywide e agli annunci di tagli occupazionali effettuati dalle agenzie di rating Moody’s e Standard & Poor’s.

Moody’s taglierà 275 colletti bianchi, pari al 7,5% della sua forza lavoro, mentre la McGraw Hill, controllante di S&P ha annunciato il licenziamento di 611 dipendenti dell’agenzia, pari al 3% dei lavoratori complessivi, in buona parte analisti di titoli obbligazionari.


I problemi del mercato Usa hanno però anche un’altra motivazione. I verbali pubblicati dalla Fed dell’ultima riunione del Fomc, il comitato che si occupa delle scelte di politica monetaria, ha mostrato una spaccatura tra le opinioni dei membri che lascia la più totale incertezza su quelle che potranno essere le prossime mosse sui tassi d’interesse. Dalle minute è infatti emerso che nell’ultima riunione tre membri si erano dichiarati favorevoli a un taglio di mezzo punto percentuale e due per mantenere invece i tassi invariati. Il meeting si era concluso con una riduzione di 25 punti base.


Le tensioni di Wall Street si sono sentite anche nella prima parte della seduta di Tokyo, dove l’indice Nikkei è arrivato a perdere anche l’1,7% per poi recuperare e chiudere in progresso dello 0,49%.