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Prima battuta d’arresto in 6 anni per la corsa ai mutui in Italia

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Rallentamento in vista per il mercato del credito alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. Dopo 6 anni di crescita ininterrotta delle erogazioni il credito ipotecario destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha subito la prima frenata. Lo segnala un rapporto dell’ufficio studi di Kiron, gruppo Tecnocasa, diffuso oggi. Secondo le indicazioni della Banca d’Italia relative al primo trimestre 2007 rispetto allo stesso trimestre del 2006 le erogazioni presentano una leggera flessione (-1,6%). Non si registravano tassi di crescita negativi dal settembre 2001. Il valore dei flussi erogati ha raggiunto la cifra di 14,2 miliardi di euro nel primo trimestre 2007.


Si tratta verosimilmente dell’effetto dei recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto, che hanno prodotto un rialzo del costo delle rate. Nell’arco di un anno e mezzo si è avuto un aumento dei tassi sui mutui di circa 1,39 punti percentuali. La frenata avviene inoltre in concomitanza con un rallentamento generalizzato del mercato immobiliare su scala internazionale e di forti timori che stanno interessando, negli Stati Uniti, il mercato dei mutui subprime, quelli concessi a debitori non in grado di conferire adeguate garanzie. 

In termini di macroaree il rapporto segnala che nel primo semestre del 2007 l’Italia centrale e quella nord-orientale hanno fatto registrare la maggiore crescita: +1,6% per entrambe rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. L’Italia meridionale ha fatto  registrare una crescita pari a zero, mentre si notano dei tassi di crescita negativi nell’Italia nord-occidentale (-5,2%) e nell’Italia insulare (-6,1%).


“Il mercato del credito alle famiglie in Italia per l’acquisto dell’abitazione – scrive Renato Landoni, presidente di Kiron Partner – comincia a dare qualche segnale di rallentamento” ma “risulta ancora prematuro parlare di una flessione del mercato, dove soprattutto giocheranno un ruolo fondamentale gli eventuali rialzi dei tassi da parte della BCE”.