Prezzo del petrolio in stallo, non mancano le incognite sul futuro

Inviato da Pablo Turini il Mer, 14/02/2007 - 12:19

E' una situazione di stallo quella che sta vivendo la quotazione del petrolio. Il prezzo del greggio, la qualità scambiata a New York, si muove attorno alla soglia dei 59 dollari, in rialzo di alcuni punti percentuali rispetto ai valori dei giorni scorsi.

Le stime dell'Agenzia internazionale dell'energia parlano di una richiesta di petrolio in rialzo per il 2007, pari a 86 milioni di barili al giorno. Una stima superiore a quella fatta, dalla stessa agenzia, a inizio anno.

 

Gli analisti puntavano tutto sul fattore clima, con un inverno mite negli Usa ma anche in Europa, che ha mantenuto finora le quotazioni dell'oro nero entro limiti ragionevoli. Il cartello dei principali produttori mondiali (l'Opec) apparentemente non è preoccupato da questa situazione, e i suoi vertici - per bocca del ministro del Petrolio dell'Arabia Saudita Ali Naimi - in diverse occasioni hanno negato l'ipotesi di una revisione a breve delle quote di produzione al fine di sostenere i prezzi sui mercati internazionali. Per sapere, però ,se dopo queste affermazioni seguirà davvero uno status quo delle quote bisognerà attendere la prossima riunione in calendario per il 15 marzo a Vienna.

La produzione del principale serbatoio di oro nero mondiale, l'Arabia saudita, è stata ridotta ed è attualmente pari a circa 8 milioni e mezzo di barili rispetto a sei mesi fa, il doppio rispetto a quanto stabilito nei precedenti vertici dell'Organizzazione.

 

Più preoccupati potrebbero invece essere i manager delle società petrolifere, i cui margini di crescita si stanno assottigliando, o comunque non riescono più a mantenere i livelli garantiti negli ultimi anni. Sono gli analisti delle banche d'affari, attraverso i loro report, a lanciare l'allarme. Non a caso i titoli delle società petrolifere quotate in Borsa spesso hanno subito una revisione al ribasso dei rating, e l'intero settore sarebbe da trattare con cautela da parte degli investitori.

 

Restano però da valutare le incognite di questo settore, che sono legate soprattutto alle tensioni geopolitiche. In questo momento le preoccupazioni maggiori arrivano dall'Iran, un grosso produttore di petrolio, impegnato sempre più in esperimenti nucleari al limite delle regole imposte dalla comunità internazionale. Resta esplosiva inoltre la situazione in Nigeria e la Corea del Nord è sempre un'incognita per gli equilibri politici mondiali.

Fattori imponderabili che, già in passato, hanno influenzato il prezzo del petrolio più di qualsiasi altra variabile.
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