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Borse europee ancora sotto pressione: attenzione ai petroliferi dopo Opec. Attesa per riunione Fed

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Ore 10.00
Ultima seduta della settimana ancora sotto pressione per le principali Borse europee in scia al nuovo scivolone dei prezzi del petrolio. Non solo, rimane ancora alta la delusione tra gli operatori a poco più di una settimana di distanza dall’annuncio delle nuove misure di stimolo all’economia presentate giovedì scorso dal presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi. In particolare i mercati sono rimasti delusi sul fronte del quantitive esasing che è stato potenziato solo in parte. Intanto stamattina è in calendario la sesta operazione di rifinanziamento a lungo termine della Bce (TLTRO).

Lo scenario rimane incerto in vista dell’appuntamento clou della prossima settimana con la Federal Reserve (Fed), chiamata a decidere sui tassi di interesse negli Stati Uniti che sono fermi al minimo storico dal 2008. Le probabilità che la banca centrale americana riveda al rialzo il costo del denaro sono pari al 78%, secondo gli esperti interpellati da Bloomberg.

In questo quadro i listini continentali viaggiano in territorio negativo: a Parigi il Cac40 cede lo 0,59%, mentre il Dax di Francoforte e il Ftse 100 cedono rispettivamente lo 0,59% e lo 0,43 per cento. Debolezza diffusa anche a Piazza Affari, con il Ftse Mib che lascia sul terreno lo 0,82% a 21.234,32 punti. Per l’Italia, poco fa è arrivato il dato sull’andamento della produzione industriale: a ottobre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto a settembre, battendo le attese che erano ferme a +0,3% (consensus Bloomberg).

Sul mercato valutario da monitorare, infine, l’andamento del dollaro. Ieri il biglietto verde è rimbalzato, recuperando metà del calo del giorno precedente. In questo momento il cambio euro/dollaro viaggia in area 1,0968 (+0,26%).
“L’avvicinarsi del primo rialzo dei tassi Fed, atteso mercoledì prossimo 16 dicembre, torna a essere il tema centrale di mercato – ricordano gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo -. Oggi intanto verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio e la fiducia del Michigan. Le attese sono favorevoli e, se non vi saranno delusioni, il biglietto verde dovrebbe riuscire a consolidare, ridimensionando le perdite della settimana”.

Ore 8.30

Si preannuncia un avvio in lieve calo oggi a Piazza Affari per l’indice FtseMib che dovrebbe evidenziare un’apertura di poco sotto area 21400 punti. Segnali di ripresa dal mercato del lavoro: secondo l’Inps aumentano le assunzioni con contratti a tempo indeterminato nei primi 10 mesi del 2015. Un segnale incoraggiante anche in ottica di una possibile ripresa dei consumi come pi volte auspicato da membri del governo e dagli analisti internazionali.

 

Anche i mercati europei sono visti partire leggermente sotto la linea della parit in quest’ultima seduta della settimana. Fari puntati sui titoli petroliferi dopo l’ennesimo calo del greggio: il future sul WTI nella notte sceso di quasi mezzo punto percentuale in area 36,5 dollari al barile, mentre il Brent calato a quota 39,45 dollari. Si tratta del valore di settlement dei due future pi basso dal lontanissimo febbraio 2009. 
La nuova ondata di vendite stata scatenata dai dati della produzione diffusi dall’Opec secondo cui la produzione dell’ultimo mese ha segnato un’ulteriore crescita di 230 mila barili al giorno toccando quota 31,965 milioni di barili al giorno. Un livello produttivo che gli analisti reputano eccessivo e che spinger al ribasso il greggio ancora a lungo.