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Previsioni 2008: Rothschild Banque vede un anno difficile

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L’economia Usa si indebolirà ancora, la crescita nei mercati emergenti continuerà, ma sarà meno forte. La situazione del mercato immobiliare, il credit crunch e gli alti prezzi delle commodity saranno i driver di un rallentamento globale. Questo quanto gli investitori si devono attendere per il 2008 secondo gli strategist di LCF Rothschild Banque, ieri sera a Milano per la presentazione del loro outlook su economie e mercati per il prossimo anno.


 

“La crisi subprime ha colpito le maggiori istituzioni finanziarie statunitensi – ha detto lo strategist Jean-Luc Proutat – e ora tende a diffondersi lungo tutto il canale del credito. E’ una crisi pesantissima, con perdite mai viste. Nel breve la prospettiva per gli Usa non è per niente brillante, dovremmo vedere una riduzione dei consumi nei prossimi trimestri”


 


E per le prossime settimane le previsioni non sono delle migliori: “Nel breve termine avremo un mercato difficile con grosse preoccupazioni per il settore finanziario e incertezza circa l’economia. Potremmo tornare a testare i minimi di agosto”, ha spiegato Dominique Netter, presidente del comitato strategico dell’asset allocation di LCF Rothschild Banque.


 


“Per il 2008 c’è un upside limitato – ha proseguito – continuiamo a preferire l’Europa e qualche Paese emergente come Europa dell’Est e Russia. Siamo neutrali sul mercato statunitense e cauti su alcuni mercati emergenti come la Cina e il Giappone. Ci potrà essere un rally tecnico dopo il mese di novembre (2007, ndr), ma pensiamo che la situazione resterà dura nel 2008, a inizio anno potrebbe esserci l’effetto negativo della pubblicazione dei dati sulle trimestrali del quarto trimestre 2007”. Un grosso elemento di preoccupazione per Netter è dato proprio dalle pressioni sulla redditività delle imprese: “Il mercato Toro è entrato in una fase di maturità. I margini di profitto saranno ancora più sotto pressione l’anno prossimo. Attualmente il consensus prevede una crescita degli utili che per noi è troppo ottimistico. Vediamo una crescita degli utili tra lo 0 e il 5%”.


 


Le banche centrali comunque reagiranno: “Il taglio dei tassi da parte della Fed potrà continuare – ha detto Proutat – e il livello potrà arrivare al 3,5% l’anno prossimo. La Bce invece resterà in stand-by e taglierà più avanti, presumibilmente dal secondo trimestre del 2008, in scia a quanto fatto dalla Fed”.


 


Quali aree potranno tenere meglio? “In Europa nel terzo trimestre c’è stata una serie di downgrade degli utili, è stata la prima volta in tre anni. Le valutazioni sono convenienti, ma l’Europa sconterà la forza dell’euro, il non intervento sui tassi della Bce, il peso del settore finanziario (più elevato che negli Usa). Gli Usa beneficeranno degli interventi della Fed e del dollaro debole, ma si sentirà il calo degli utili aziendali. Rimaniamo negativi sul Giappone. Gli emergenti da inizio anno hanno reso il 70% in euro e da agosto c’è stato un ritorno di capitali in queste aree, ma questi mercati sono un po’ costosi e la tentazione di profit taking è cresciuta. Tecnicamente siamo in ipercomprato. Il prezzo delle azioni in Cina potrebbe essere vicino a un picco. Le azioni A trattano a circa 45 volte gli utili previsti per il 2008”.  Cautela quindi sugli emergenti per il breve termine ma fiducia per il lungo termine: “La loro situazione finanziaria è solida. La crescita degli utili sarà superiore a quella nei Paesi sviluppati”.


 


Per il 2008 In Europa e Stati Uniti da Rothschild Banque consigliano dunque di investire in settori difensivi come telecomunicazioni, alimentari, utilities e petroliferi; e su azioni Usa di società con una forte esposizione verso l’economia mondiale. Nei mercati emergenti invece i titoli preferiti sono quelli di società attive nelle infrastrutture e nei settori dei beni di consumo e della finanza personale.