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Previsioni 2008: per Citi sarà un Toro con voglia di emergenti

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Anche il 2008 sarà l’anno del Toro. Non è l’ultimo azzardo di qualche astrologo in vista della fine dell’anno, ma la previsione degli analisti di Citigroup, nel loro outlook sui mercati per il 2008. 
“Il bull market iniziato nel 2003 – spiegano – sta arrivando a maturazione, ma non è finito. Il rallentamento dell’economia globale eroderà gli utili aziendali, ma i più bassi tassi d’interesse forniranno un supporto. La recente alta volatilità resterà probabilmente sostenuta, ma le deboli prospettive per le altre asset class dovrebbero aumentare l’interesse per l’azionario”. Sarà quindi un 2008 pieno di insidie, ma ancora in grado di regalare qualche sorriso agli investitori.

 

Due i motivi di tanta fiducia: la supposta tenuta del ritmo di crescita degli utili aziendali (previsto un +12% nel 2008 dopo il +9% del 2007) e le valutazioni. Rispetto allo scoppio della bolla del 99-2000, quando l’inversione avvenne con multipli vicini a 35, oggi il rapporto prezzo/utile è a 16.
Ecco le linee guida di Citi: ritorno delle azioni globali nel 2008 compreso tra il 10 e il 15%, tagli dei tassi in vista e preferenza per l’Europa e i mercati emergenti rispetto a Giappone e Stati Uniti. “I mercati emergenti hanno già performato bene – spiega il report – e trattano a premio. Comunque crediamo che le loro caratteristiche di crescita diventeranno tanto più desiderabili in un mondo dove la crescita diventa sempre più scarsa. L’Europa tratta a sconto del 12% rispetto al mercato azionario globale”.

 

In generale le prospettive di crescita degli emergenti sono viste relativamente “forti” per il prossimo anno, appena sotto il 7% rispetto al passato, e sono guidate ancora una volta dalla robusta crescita dell’Asia. “Anticipiamo – aggiungano gli analisti di Citi – la flessione dell’Europa centrale, che rimane vulnerabile rispetto all’andamento di Stati Uniti, Europa e Giappone”. Stando alle stime di Citi la pressione dell’inflazione toccherà un picco il prossimo anno pari al 5,6% in tutti i mercati dei Paesi Emergenti, prima di cadere nel 2009 al 5%. L’aumento dei prezzi del cibo e della benzina rimarranno i fattori principali che guideranno l’inflazione nel 2008. Continuerà la corsa della Cina.

 

Dopo anni di Toro è però uno dei momenti più delicati per fare previsioni L’economia mondiale deve assorbire una correzione significativa in tutti i maggiori settori e tra gli altri campanelli d’allarme c’è la corsa al rialzo del prezzo del greggio che ha raggiunto livelli che in passato hanno condotto alla recessione. Sulle performance dell’economia mondiale del 2008 peserà la caduta del mercato immobiliare statunitense e l’andamento del comparto finanziario ad esso legato che coinvolge gli Stati Uniti e l’Europa. Per tutti questi motivi “le principali banche mondiali dovranno ridurre il costo del denaro e l’economia internazionale riuscirà ad aggirare lo spettro della recessione”.

 

Marco Barlassina e Daniela La Cava