Prevale la prudenza sulle Borse europee, Pechino si prepara a stringere la cinghia sui tassi

Inviato da Micaela Osella il Ven, 10/12/2010 - 09:38

Prevale la prudenza sulle principali piazze continentali. Dopo un avvio in territorio positivo, le Borse europee si muovono in ordine sparso. Parigi sale dello 0,26%. Londra scivola sotto la linea della parità (-0,06%) insieme a Madrid (-0,08%). Francoforte guadagna lo 0,35%. Debole anche Milano con il Ftse Mib che si limita a spuntare +0,07%. Gli incoraggianti dati macro e i tagli fiscali negli Usa che lasciano presagire un miglioramento del clima di fiducia nella principale economia mondiale cedono il passo. Ad offuscare il quadro è l'ipotesi che Pechino aumenti a breve i tassi di interesse per tenere sotto controllo l'inflazione.

Ormai è quasi dato per scontato che Pechino deciderà una nuova stretta del costo del denaro nei prossimi giorni. Lo farà per rimarcare l'impegno del governo a imbrigliare l'inflazione. Secondo indiscrezioni di stampa Pechino potrebbe alzare i tassi di interesse, addirittura prima di lunedì. Il quotidiano China Securities Journal ricordava che la Banca centrale cinese avrebbe preso la consuetudine di alzare i tassi immediatamente prima della diffusione dei dati sui prezzi al consumo, in agenda lunedì. Per questo, molto probabilmente le autorità di politica monetaria del Dragone potrebbero riunirsi nel fine settimana anche per parlare delle mosse del prossimo anno.

Un rialzo dei tassi sarebbe la concreta traduzione di quanto annunciato da Pechino nei giorni scorsi, vale a dire l'abbandono di una posizione "adeguatamente espansiva" nella politica monetaria in favore di una più "prudente" conduzione. Una mossa in tal senso è attesa da tempo e non sarebbe quindi una sorpresa: praticamente tutti gli economisti scommettono ormai da mesi che la Cina stringerà la cinghia prima che si chiuda il 2010. Con questo tarlo nella mente, le Borse asiatiche stanno vivendo una seduta all'insegna dell'incertezza.

A condizionare il sentiment è stato anche il dato dell'import-export cinese cresciuto più del previsto in novembre. Si tratta secondo gli operatori di un'ulteriore indicazione che va a rafforzare l'ipotesi dell'aumento dei tassi di interesse da parte di Pechino. Il listino di Shanghai sale comunque di un punto percentuale, mentre Singapore e Tokyo hanno ceduto lo 0,7%. Scivola di un punto e mezzo la Borsa indonesiana, mentre salgono piuttosto convinte quella thailandese e indiana.
In Europa non si spengono le tensioni sulla crisi dei debiti sovrani. Sull'argomento è intervenuto Mario Draghi, il governatore della Banca d'Italia, mettendo in guardia sulla pericolosa deriva che si sta creando tra conti nazionali e bilanci bancari. All'Eurotower temono che l'aumento del debito sovrano possa andare a schiacciare i bilanci degli istituti di credito. Una situazione che in ultimo potrebbe arrivare a pesare sull'economia reale. Banco di prova per l'Italia già oggi con l'ultima asta di titoli di Stato. Il regolamento è nel 2010, quella sui Bot annuali, per la quale ieri i dealer vedevano una forte domanda. Il Tesoro, che ha cancellato invece quella sui Bot tre mesi come fa periodicamente, offre solo 4 miliardi, meno della metà rispetto agli 8,175 miliardi in scadenza.
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