Prevale la prudenza in avvio sulle Borse: le nuove decisioni Bce affrontano il test dei mkt

Inviato da Micaela Osella il Lun, 20/12/2010 - 09:31

Prevale la prudenza in avvio di seduta sulle principali Borse continentali. Le tensioni crescenti in Corea unite all'attesa di volumi sottili in vista dell'avvicinarsi delle vacanze di fine anno firmano un avvio debole per l'azionario europeo. Piazza Affari apre in terreno positivo la seduta. Gli indici si muovono però con cautela: il Ftse Mib sale dello 0,04% a 20.076 punti e il Ftse All Share dello 0,04% a 20.814 punti. Stamattina le Borse si sono svegliate sotto i colpi di artiglieria.

Oggi la Corea del Sud ha avviato delle esercitazioni balistiche in un'area contesa, nonostante le minacce di guerra della Corea del Nord. Le esercitazioni militari sudcoreane sono terminate secondo l'agenzia Yonhap. Testimoni hanno però dichiarato di sentire ancora colpi di cannone provenienti dall'isola di Yeonpyeong. L'Europa si ritrova a fare i conti con i suoi fantasmi di default. Stamattina i mercati daranno il loro responso alla doppia manovra europea: il varo del fondo permanente salva-stati e l'aumento di capitale della Bce. Ma intanto all'orizzonte si addensano nubi.
 
E' il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker in un'intervista alla emittente radio lussemburghese Radio 100.7 a lanciare un nuova frecciata alla Cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Nicolas Sarkozy: a gennaio i leader europei dovranno prendere nuove decisioni tornando a considerare l'ipotesi di un aumento del fondo salva-stati. Ad un solo giorno dal consiglio Ue che ha escluso l'ipotesi di aumentare lo European Financial Stability Facility stabilendo un nuovo meccanismo di salvataggio che entrerà in vigore a nel 2013, Juncker spiega che "Tutti sanno che quello che si è deciso non reggerà fino a gennaio e che dovranno essere prese nuove decisioni".

"È quello che faremo a gennaio", ha aggiunto Juncker, sostenendo che contro la crisi del debito europeo occorrono "soluzioni a tenuta stagna". L'avvertimento è chiaro. Anche se Frau Merkel e Sarkozy nel tentativo di assecondare gli umori dei rispettivi elettorati prendono tempo, la crisi del debito che scuote l'euro non ha lo stesso scadenziario della Cancelliera tedesca e della sua opinione pubblica. In Germania nel 2011 la Merkel dovrà affrontare il verdetto di ben sette elezioni regionali e locali, in vista delle urne nazionali che si apriranno a fine 2013. Mentre all'Eliseo si vota nel 2012. Rassicurare l'elettorato tedesco stufo di pagare per gli altri, secondo un gestore di una primaria banca che preferisce mantenere l'anonimato, non salverà le Borse dai tiratori scelti della speculazione, almeno all'inizio 2011.  
 
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