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Prevale il nervosismo sulle Borse europee: nuovo test con dati macro Usa e Bernanke

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Ultima seduta di ottava all’insegna del nervosismo per le Borse europee. I principali mercati del Vecchio Continente hanno aperto in territorio negativo e proseguono la seduta in questa direzione con Londra che segna -0,31% a 5.140 punti, Francoforte -0,19% a 5.901, Parigi -0,42% a 3.460 e Amsterdam -0,46% a 312,78. Gli investitori sono estremamente prudenti nel giorno in cui verrà diffusa la seconda lettura del prodotto interno lordo americano del secondo trimestre.

Tra gli analisti c’è apprensione: si teme una revisione al ribasso, rispetto alla prima stima di un’indicazione di crescita del 2,4%. Sempre nel pomeriggio parlerà il numero uno della Fed, Ben Bernanke: dovrà fornire indicazioni sullo stato dell’arte della congiuntura Usa e sulla politica monetaria della Federal Reserve. E non sono attesi sconti. A far quadrare il cerchio arriverà poi la stima sulla fiducia degli americani, misurata dall’Università del Michigan. Insomma ce n’è abbastanza per restare bene con i piedi per terra.


“I mercati sono in balia dei dati macroeconomici”, conferma Gianmaria Bergantino di Bank Insinger interpellato da Finanza.com. “Quello che preoccupa principalmente gli operatori è lo scenario di rallentamento Oltreoceano. Sui mercati si è iniziato a parlare con maggiore insistenza di una nuova recessione in arrivo. Basta osservare che l’America cresce, ma cresce poco per capire che è una ipotesi non così lontana dalla realtà. L’Europa, a parte la Germania, presenta miglioramenti, ma sono contenuti. I mercati emergenti hanno rallentato il passo di fronte all’andamento mondiale. Di fronte a questo contesto, le Borse reagiscono con molto nervosismo”.


Nei prossimi mesi secondo l’esperto i mercati si confermeranno laterali con qualche sprazzo di rialzo che è destinato a durare un battito d’ali. In sostanza il quadro resterà difficile. “Di certo – prosegue la sua analisi Bergantino – i mesi di settembre e ottobre saranno molto importanti per capire le politiche economiche da adottare. La Fed prenderà decisioni su quale dovrà essere la portata degli aiuti economici e questo potrà essere l’anticamera per un avvio 2011 molto positivo, come già accaduto nei primi mesi di quest’anno”. 


“Stiamo andando incontro a settimane impegnative che potrebbe avere dei riflessi sui prossimi mesi – gli fa eco Franz Wenzel, strategist di AXA Investment Managers a Parigi. – Abbiamo bisogno di chiarezza da parte dell’economia americana: è necessario svoltare l’angolo perché gli investitori tornino davvero sui mercati”.