Prevale la cautela sui mercati in vista del G20, Piazza Affari la peggiore in Europa

Inviato da Micaela Osella il Mer, 10/11/2010 - 14:59

Prevale la cautela questo pomeriggio sulle principali Borse europee, alla vigilia del G20 di Seul in cui si discuterà di squilibri globali e svalutazioni competitive. In attesa di conoscere il dato di settembre sul deficit commerciale Usa in programma alle 20 di questa sera, che stando alle previsioni degli economisti, dovrebbe ridursi a 45 miliardi di dollari dai 46,3 miliardi di agosto, non danno impulso ai mercati i dati già arrivati da Oltreoceano. Le richieste dei sussidi di disoccupazione sono calate a 435mila dalle precedenti 457mila, oltre le attese che indicavano 450 mila. Mentre la bilancia commerciale statunitense di settembre ha registrato un disavanzo di 44 mld di dollari. Il consenso era di -45 mld.

Nella notte è stato diffuso il dato sul surplus commerciale della Cina che a ottobre è volato a 27,15 miliardi di dollari dai 16,9 miliardi di settembre. A un attenta lettura è emerso che le importazioni cinesi sono rallentate. Un dato che desta preoccupazione in quanto potrebbe indicare un indebolimento della domanda interna dopo la decisione del governo di ridurre gli stimoli economici di fine 2008. Londra cede lo 0,39%, Madrid lo 0,43%, Parigi lo 0,51%, Francoforte lo 0,28%, dopo la crescita dello 0,3% registrata dai prezzi all'ingrosso in ottobre a Berlino. Fanalino di coda è Piazza Affari, dove il Ftse Mib segna un -0,78% a 21.408 punti.

A Milano sono soprattutto le trimestrali a indirizzare i flussi in vendita: sotto pressione Mediaset. Il titolo del gruppo televisivo controllato dal premier Silvio Berlusconi cede oltre cinque punti percentuali a quota 5,13 euro. All'indomani dei conti alcuni broker, Bernstein e Nomura, hanno abbassato le stime di utile per azione anche se altri analisti vedono rosa per il gruppo del Biscione. Bernstein ha rivisto a 0,29 e 0,38 euro l'eps 2010 e 2011 dai precedenti 0,30 e 0,41 euro, mentre Nomura ha ridotto le proprie previsioni del 7% per l'esercizio in corso abbassando anche l'obiettivo di prezzo del titolo a 5,3 da 5,45 euro. Più ottimista Mediobanca, che conferma la raccomandazione "outperform" e un target price di 6,19 euro.

Nel giorno della diffusione della trimestrale, vanno giù anche i titoli Unicredit (-1,92% a 1,785 euro). Il mercato è stato deluso dai conti che la banca di Piazza Cordusio ha annunciato questa mattina. Il terzo trimestre si è chiuso con un utile netto di 334 milioni di euro, sotto le attese di consensus, elaborato con 22 broker, di 391 milioni. Il dato si raffronta con un utile di 394 milioni di euro riportato nel terzo trimestre del 2009.
I titoli di Piazza Cordusio sono comunque in buona compagnia dal momento che sono deboli tutte le azioni delle banche: se Ubi perde l'1,27% a 7,405 euro, non va meglio a IntesaSanPaolo in flessione del 2,31% a 2,432 euro. Anche su Ca de Sass pesa la trimestrale. Per Marco Troiano Di Standard & Poor's Intesa SanPaolo è diventato un titolo da vendere, non più da comprare. Il broker ha, infatti, abbassato il giudizio sull'istituto questa mattina dopo aver tagliato le stime sulla profittabilità per il 2010-2013 e di conseguenza portato il target price a 2,30 euro da 3 euro.

"L'utile netto di 510 milioni di euro è stato inferiore al 24% sul risultato del terzo trimestre 2009 e del 43% più basso delle nostre previsioni", spiega l'analista. "Anche i profitti sono stati il 12% inferiori a quanto ci si aspettasse, debole il net interest income e stagnanti le commissioni. Pertanto abbiamo ridotto le stime per l'anno di circa il 13% e quelle 2011 di circa il 20% per tener conto dei ricavi più bassi e di un più alto tax rate".

Male Bpm all'indomani della pubblicazione dei conti, sostanzialmente in linea con le attese di Intermonte. "I risultati a perimetro costante (non includendo consolidamento BPM Vita che a breve verrà venduta) hanno evidenziato un margine d'interesse in leggera ripresa, commissioni alquanto deboli ma controbilanciate dal buon andamento de ricavi da trading", specificano gli esperti. Corrono invece le Finmeccanica (+2,28%), festeggiando ancora la notizia sulle commesse vinte per una cifra complessiva di circa 220 milioni di euro. Per gli analisti è una notizia positiva ma attesa e già nelle  stime.

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