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Prestiti Bce passando per il Fmi, l’ipotesi scalda la Borsa

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Potrebbe presto aggiungersi un nuovo tassello al mosaico di un possibile piano salva-euro.
 
Arrivano infatti le prime indicazioni, almeno a livello di rumor, circa le ipotizzate operazioni di prestito bilaterali da parte della Banca centrale europea. A quantificare la portata delle operazioni è l’agenzia Bloomberg, che poco fa, ha rilanciato indiscrezioni secondo cui l’Eurotower potrebbe concedere prestiti tra i 100 e i 200 miliardi di euro attraverso l’Fmi. I prestiti sarebbero inseriti in operazioni che avrebbero la forma di triangolazioni. L’intervento del Fondo monetario permetterebbe infatti di bypassare gli ostacoli previsti nello statuto della Bce, che proibisce all’istituto centrale di fornire fondi direttamente ai Paesi membri dell’Unione europea.
 
In scia alla diffusione delle indiscrezioni, a Milano l’indice Ftse Mib è arrivato a sfiorare un rialzo di tre punti percentuali prima di correggere parzialmente, mentre i progressi dei principali listini europei si aggirano attorno all’1 per cento.

Continua intanto la marcia a ritroso dello spread tra Btp e Bund dopo le dichiarazioni del Cancelliere tedesco Angela Merkel al Bundestag relative a una prossima unione fiscale in Europa. Lo spread tra il Btp decennale e il Bund di pari durata è sceso in area 430 punti base, toccando un minimo in mattinata al di sotto di tale quota. In avvio di giornata lo spread si posizionava a 450 punti.

L’apertura a un’unione fiscale  ha il potenziale per spianare la strada a titoli del debito emessi a livello europeo. Un’ipotesi finora respinta in assenza di meccanismi di controllo sui bilanci degli stati Ue.

Angela Merkel ha chiarito che si avvicina il momento del lancio di un’unione fiscale europea. La leader tedesca ha aggiunto che l’Unione potrà avvenire solo attraverso regole rigide e una modifica dei trattati tale da permettere che la sovranita’ nazionale sui bilanci pubblici venga trasferita a livello europeo. L’ipotesi prevede quindi sanzioni automatiche a danno dei Paesi che dovessero violare le regole dell’Unione. Dell’unione fiscale si parlerà nel Consiglio europeo del prossimo 9 dicembre.