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Pressing Padoan su UniCredit e Intesa SanPaolo: comprate banche venete

QUOTAZIONI UnicreditIntesa Sanpaolo

Al tavolo di Roma e Bruxelles rispunta l’opzione relativa all’emissione di un bond subordinato molto vicino all’equity e la sua sottoscrizione da parte dei fondi.

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Acquistate le due banche venete. Secondo indiscrezioni stampa, sia il premier Gentiloni che il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan avrebbero chiesto a Carlo Messina e Jean-Pierre Mustier, rispettivamente AD di Intesa SanPaolo e UniCredit, di agire per salvare Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Come? Rilevandole oppure iniettando fondi.

Banche venete: Pop Vicenza a UniCredit e Veneto Banca a Intesa?

Come riporta il Gazzettino nell’articolo scritto da Maurizio Crema:

“spunta l’ultima ipotesi di salvataggio, che è un ritorno alle origini. Ovvero che Popolare Vicenza finisca a Unicredit e Veneto Banca a Intesa”.

Il governo italiano avrebbe preso ispirazione proprio dal caso Banco Popular, salvato dal bail-in grazie all’acquisizione da parte di Santander per il prezzo simbolico di 1 euro.

La via esplorata dall’esecutivo sarebbe insomma quella spagnola e l’AD di Intesa SanPaolo, Carlo Messina – stando a indiscrezioni segnalate da Repubblica – avrebbe mostrato anche un’apertura a iniettare finanziamenti, ma solo nel caso in cui anche le altre banche italiane facciano lo stesso.

Eppure proprio gli analisti di Abn Amro avevano frenato gli entusiasmi di chi ieri, nel leggere le notizie su Banco Popular, già pensava a una soluzione simile per il dossier delle venete. Così la nota degli esperti:

“L’accordo (con cui Santander si prepara ad acquistare Banco Popular) è facilitato dal fatto che Banco Popular è una banca abbastanza solida da trovare acquirenti. Di interesse è stato soprattutto il suo libro prestiti, e la diversificazione in Portogallo. Ciò è stato essenziale e ha permesso che l’accordo potesse essere concluso senza il bisogno di un’assistenza da parte dello Stato. Tuttavia, in Italia, le banche venete non presentano una posizione equivalente a Banco Popular in termini di bilancio. E sembrerebbe anche che le grandi banche italiane non abbiano alcuna intenzione di rilevare gli istituti senza un intervento dello stato italiano, né attraverso il fondo Atlante, né con un altro meccanismo”.

Praticamente, per Abn Amro, le banche venete non sono così attraenti come Banco Popular.

Ma evidentemente il governo italiano vuole tentare la carta spagnola.

Banche venete alla ricerca disperata dei fondi chiesti da Ue

Bisognerà vedere però che ruolo vorranno davvero ricoprire le banche italiane e soprattutto, se l’Unione europea riceverà quello che ha chiesto.

La fretta di trovare investitori che siano disposti a salvare le due banche dal bail-in deriva proprio da quel diktat con cui Bruxelles ha chiesto agli istituti di raccogliere altri finanziamenti per 1,2 miliardi di euro da capitali esclusivamente privati, prima di un’eventuale ricapitalizzazione precauzionale. E, finora, quei soldi non si sono trovati.

Le grandi banche italiane cambieranno ora idea?

Banche venete: con soluzione spagnola che fine farebbero risparmiatori?

E, nel caso di una soluzione spagnola, che fine farebbero i risparmiatori delle due venete?

A salvarsi, come nel caso di Banco Popular, sarebbero i correntisti. Ma non gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate. E di fatto ieri i bond subordinati del Banco Popular sono crollati fino a -90%.

Intanto, secondo altre fonti sentite da Milano Finanza, alla ricerca disperata di quel miliardo di euro che Bruxelles chiede, sarebbe tornata sui tavoli di Bruxelles e del Tesoro un’opzione già circolata in passato. Quella dell’emissione, da parte dei due istituti, di un bond subordinato molto vicino all’equity e la sua sottoscrizione da parte dei fondi.