Preservazione risorse idriche, tra diritti umani e finanza

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 25/07/2013 - 09:48

Di seguito pubblichiamo l'ultimo approfondimento di Didier le Menestrel, presidente di Financière de l'Echiquier. Il manager si concentra sulla grande sfida del 21° secolo: la preservazione delle risorse idriche. L'esperto evidenzia come si moltiplicano le soluzioni tecnologiche per aumentare la risorsa "acqua" e razionalizzare la domanda, ma le "Water Utility" sembrano far fatica ad equilibrare il proprio modello economico perché l'acqua non è una materia prima come le altre. Per la maggior parte delle persone infatti rimane un bene comune che non fa rima volentieri con profitto ed economia di mercato.




Quanti di noi si saranno sentiti scoraggiati sotto le piogge incessanti degli ultimi mesi? Il 2013 resterà negli annali come l'anno con la primavera più piovosa dal 1959 e più fredda dal 1987. Si tratta comunque di una buona notizia per la nostra agricoltura: se non altro le precipitazioni continue avranno permesso di ricostituire il livello delle falde acquifere regolarmente impoverite dall'urbanizzazione e dall'agricoltura intensiva.




La preservazione delle risorse idriche è una sfida fondamentale di questo secolo, perché l'incremento demografico e il miglioramento del tenore di vita determinano un fabbisogno crescente di acqua potabile. Ogni cinese consuma già 90 litri d'acqua al giorno, avvicinandosi al consumatore francese (150 litri/giorno), anche se rimane molto indietro rispetto a quello americano con i suoi 580 litri al giorno. A questi ritmi, i volumi di estrazione di acqua nel pianeta, triplicati dagli anni '50 a oggi, dovrebbero ancora aumentare del 40% entro il 2030.




Di fronte a queste sollecitazioni si moltiplicano le soluzioni tecnologiche per aumentare la risorsa (in particolare con le tecniche di desalinizzazione) e razionalizzare la domanda (riduttori di flusso, efficientamento delle reti di distribuzione). Il settore è promettente con un mercato dell'acqua stimato a 1000 miliardi di dollari l'anno entro il 2020.




Ma questa corsa all'oro blu in Borsa assomiglia più a un miraggio che alla "El Dorado" promessa! Gli azionisti di SUEZ ENVIRONNEMENT (-46%) e di VEOLIA (-75%), leader francesi del settore del trattamento delle acque, ne fanno le spese da cinque anni.




Le "Water Utility" sembrano far fatica ad equilibrare il proprio modello economico perché l'acqua non è una materia prima come le altre! Per la maggior parte delle persone infatti rimane un bene comune che non fa rima volentieri con profitto ed economia di mercato. Nel 2010 le Nazioni Unite hanno reso sacro questo "diritto all'acqua potabile" proclamandolo "Diritto umano". Secondo l'OCSE, la spesa per l'acqua non deve superare più del 3% del reddito delle famiglie. Un limite ben lontano in Francia visto che l'acqua rappresenta in media lo 0,8% del budget di una famiglia, pari a circa 1€ al giorno per famiglia.




In questo contesto normativo e politico poco favorevole alla libera impresa, gli investimenti molto rilevanti di capitali faticano a trovare la giusta remunerazione. Paradosso di questa economia dei costi fissi, quando le vendite di acqua diminuiscono, il prezzo medio al metro cubo dovrebbe aumentare per permettere all'operatore di equilibrare il budget. In altri termini, più i clienti risparmiano acqua e più rischiano di pagarla cara. Non è quindi così scontato per un investitore partecipare al miglioramento della qualità delle reti e dell'acqua in sé.




Il prezzo dell'acqua al metro cubo (da 0,5$/m3 a Hong Kong a 9$/m3 a Copenhagen) non è un dato così semplice da gestire come il prezzo al barile del petrolio o l'oncia d'oro. Alcuni attori meno visibili, come l'olandese ARCADIS (specializzata in progetti infrastrutturali), la finlandese KEMIRA (additivi chimici per depurare l'acqua) o l'austriaca ANDRITZ che tratta le acque reflue, hanno capito che è necessario concentrarsi sul lungo termine. Se diamo loro fiducia e accettiamo di essere pazienti, anche noi potremo contribuire a soddisfare il fabbisogno elementare di acqua potabile di ogni abitante del pianeta.




Chi ha detto che finanza non fa rima con acqua?




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