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Prese di beneficio su Fiat dopo la grande abbuffata

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Prese di beneficio in atto su Fiat. Il titolo delle quattroruote torinese a Piazza Affari scambia a quota 6,14 euro, in calo dell’1,16%. Resta desta l’attenzione sull’azione. Sono infatti transitati 11 milioni di pezzi contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 18 milioni di pezzi. Avere in tasca 1,55 miliardi di euro è stata un buona boccata di ossigeno per Fiat. Il primo assegno verrà staccato da Richard Wagoner, numero uno di General Motors, entro fine mese, il resto quando verranno sciolte definitivamente le joint venture. Oggi però si riaffacciano i primi falchi, consigliando che non c’è un minuto da perdere a Torino. Il suggerimento è che morto un papa, è già tempo di farsene un altro. Di certo dall’esperienza con Gm il Lingotto farà tesoro: molto probabilmente d’ora in poi a Torino eviteranno accordi che possano coinvolgere il capitale, preferendo alleanze singole tailor made di volta in volta sui diversi progetti industriali. Un papabile partner, su cui aveva messo gli occhi la stampa, la francese Peugeot. Più recentemente si è ventilato di un gemellaggio con Toyota, che è stato tra l’altro un obiettivo a lungo perseguito da Umberto Agnelli, oppure con la cinese Shangai Automotive. Intanto arrivano i primi giudizi da parte delle case d’investimento. Chevreux conferma underweight, ritoccando il target price da 4,90 euro a 6,10 euro. Anche Lehman Brothers non cambia idea su Fiat. IL broker mantiene il giudizio underweight con target price a 4,9 euro. Più positivi a RasBank.