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Prese di beneficio su Antonveneta, ma la speculazione non si spegne

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Prese di beneficio su Banca Antonveneta. Il titolo dell’istituto finanziario lascia sul campo l’1,24%, scambiando a quota 21,51 euro. Ma i riflettori restano puntati sulla banca guidata da Piero Montani. Venerdì scorso nelle sale operative si sono scatenati i rumor sulle ipotesi di un coinvolgimento della banca d’affari, Jp Morgan, al fianco degli scalatori Banca Popolare di Lodi e Unipol. E l’ipotesi non pare priva di fondamento, in quanto Federico Imbert è il banchiere di fiducia di Emilio Gnutti, il finanziere bresciano fondatore della Hopa che è azionista sia della Lodi sia della compagnia di assicurazione del mondo delle cooperative. Ma ci sarebbe di più. Le trattative tra Abn Amro, principale azionista di Antonveneta, e Popolare di Lodi per un’aggregazione tra le due banche non sono mai decollate, pur se sollecitate dal governatore della Banca d’Italia. Dunque: Giampiero Fiorani, numero uno della Lodi, e i suoi alleati puntano direttamente alla conta dei voti in assemblea dove pensano di avere la meglio e di prendere in mano il controllo della banca. Indiscrezioni di stampa riferiscono che la cordata di Fiorani avrebbe in mano una quota compresa tra il 30% e il 40% di Antonveneta. Fatto sta che ad Amsterdam sono molto innervositi da come si sta evolvendo la situazione e stanno studiando la mossa clamorosa cioè il lancio di un’Opa. “Non ci sono novità, non ci sono sviluppi e l’ipotesi di Opa è priva di fondamento”, dicono i portavoci della Abn. Ma è chiaro che qualcosa si sta muovendo. Studi legali a Milano e ad Amsterdam stanno studiando i passaggi tecnici e le conseguenze del lancio dell’Opa ben sapendo che finora nessuno ha mai osato tanto su una banca italiana. Secondo le ipotesi più estreme, ventilate dalla stampa, l’affondo della banca olandese potrebbe arrivare già settimana prossima o quella successiva in concomitanza con alcune votazioni chiave alla Camera che riguardano direttamente il governatore. Di certo Abn Amro non vuole arrivare all’appuntamento dell’assemblea del 14 maggio, un mese dopo la scadenza del patto di sindacato, senza aver trovato una soluzione.