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Prese di beneficio a Piazza Affari. Fiat: Corte Delaware orientata a dar ragione al sindacato

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Le prese di beneficio prevalgono a Piazza Affari dopo quattro sedute consecutive al rialzo. Gli acquisti erano scattati lunedì dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale e sono proseguiti dopo l’incarico affidato a Enrico Letta per formare il nuovo Governo. La politica è rimasta al centro dell’attenzione degli investitori che ora però attendono la riunione della Banca centrale europea di giovedì prossimo, quando secondo la maggior parte degli analisti l’istituto di Francoforte abbasserà il costo del denaro allo 0,5% dall’attuale 0,75 per cento.

Restando in tema di Banche centrali questa mattina la Bank of Japan ha lasciato invariata la sua politica monetaria dopo le aggressive misure di stimolo decise all’inizio di aprile. L’obiettivo resta quello di portare l’inflazione al 2% nei prossimi due anni. La BoJ prevede che una ripresa moderata dell’economia nipponica si avrà a partire da circa metà anno. L’istituto centrale vede l’economia salire al ritmo del 2,9% nell’anno fiscale 2013-2014 rispetto al +2,3% indicato a gennaio. In quello 2014-2015 è invece vista a +1,4% dallo 0,8% indicato in precedenza.

A Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib mostra una flessione di circa 1 punto percentuale a 16.500 punti, i riflettori sono puntati su Fiat dopo le indiscrezioni secondo cui la Corte del Delaware sarebbe orientata a dar ragione al sindacato Usa delle quattro ruote (Uaw) sul prezzo che Fiat dovrà pagare per esercitare le call option e acquistare le quote di Chrysler. Il Lingotto aveva offerto 139,7 milioni di dollari per il 3,3% del gruppo di Detroit, mentre la Uaw ha stimato che la quota vale circa 340 milioni.
 
La decisione finale della Corte del Delaware è attesa entro giugno e negli ultimi giorni si sono moltiplicate le voci di un’accelerazione nel processo di fusione tra Fiat e Chrysler. A rilanciarle è stato il Wall Street Journal secondo cui il Lingotto avrebbe intenzione di incrementare la propria quota in Chrysler al 100% per poi lanciare l’Ipo negli Stati Uniti della nuova società dalla fusione. Voci che ieri hanno fatto correre il titolo Fiat che aveva messo a segno un rialzo di quasi 4 punti percentuali, mentre oggi a Piazza Affari cede circa il 2% a 4,698 euro.