Prendi la pensione e scappa: sempre più italians all'estero

Inviato da Micaela Osella il Mar, 07/04/2009 - 14:02
La pensione meglio viverla all'estero. Non è un caso se dal Messico a Malta, da Santo Domingo alla Tunisia è sempre più numerosa la colonia di pensionati che decide di incassare l'assegno fuori dai confini dell'Italia. Con il protrarsi della crisi mondiale e di conseguenza l'erosione dei redditi, la ricerca di un "buen ritiro", lontano dal menage di una vita passata a lavorare, sembra essere la soluzione che meglio si sposa alla "numismatica" del potere d'acquisto.

Anche se le statistiche non fotografano ancora appieno questo fenomeno - a fine 2008 risultavano residenti all'estero 429mila italiani destinatari di un assegno di anzianità di vecchiaia, superstiti di invalidità per una spesa annuale di oltre un miliardo di euro - esiste un microcosmo di connazionali che passa gran parte dell'anno all'estero, come residenti, grazie a condizioni di vita più favorevoli.

Nel caso specifico di chi ha lavorato un po' in Italia e un po' all'estero può decidere di concretizzare quel diritto alla pensione sommando i due periodi di contribuzione. Il vitalizio viene calcolato sulla base dei periodi assicurativi maturati nei due Paesi. Nella massa delle pensioni pagate all'estero ci sono anche quelle che spettano agli stranieri che hanno lavorato in Italia e hanno deciso poi di rimpatriare.

Al di là delle mete esotiche sono Francia, Austria, Argentina, Canada, Stati Uniti, Germania e Svizzeri i paesi che vantano una presenta forte di italiani sul loro territorio. Ma perché ci sia davvero convenienza a fare gli emigrati da pensione gli esperti di previdenza consigliano di selezionare con cura le località dove andare a svernare. E la ragione dell'essere "previdenti" è semplicemente una sola: evitare di finire in un incubo fiscale, ossia nella doppia imposizione delle tasse da pagare.

Per esempio in alcuni Stati della Federazione brasiliana bisogna fare davvero molta attenzione. L'Inps trattiene in Italia le imposte versate. Le autorità brasiliane tassano però a loro volta i residenti italiani, respingendo al mittente i loro reclami. Meglio quindi fare i pensionati laddove si possa davvero godersi la pensione.
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