Pramac, l'epilogo in Borsa del titolo che cercava un posto al sole

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 24/05/2012 - 14:40
E' giunta ieri sera a mercati chiusi la notizia ufficiale: Pramac è sospesa a tempo indeterminato dalle negoziazioni di Borsa. Il comunicato, secco come un epitaffio, riporta al centro dell'attenzione un'evenienza inusuale ma non insolita. Società dinamiche e proiettate sul futuro si avvitano in una crisi senza sbocchi tra promesse di ricapitalizzazione e cavalieri bianchi che non si materializzano. Su queste promesse e speranze si gioca l'ultima battaglia nei book di Borsa tra chi decide di puntare qualche gettone scommettendo sul turn-around, chi sa qualcosa in più e decide di allontanarsi e chi decide semplicemente di seguire gli "ottimisti" sperando di partecipare al banchetto del rilancio societario senza aver ben presente il rischio di rimanere completamente a digiuno. In tutti i casi in cui si possa escludere la presenza di manipolazione dei bilanci, la crisi non scoppia dall'oggi al domani. Chi decide di investire nel titolo di una società più rischiosa potrà avere un rendimento maggiore dal suo investimento, proprio perché più rischioso, ma non lamentarsi di essere stato raggirato (a meno, come detto, emergano ipotesi di reato).

Anche la crisi della società senese produttrice di gruppi elettrogeni e componenti per impianti fotovoltaici non è giunta inaspettata. Negli ultimi mesi vi è stata più di un'avvisaglia a riguardo e il grafico di Borsa del titolo parlava chiaro. Dallo scorso 4 aprile si è assistito a una continua e decisa discesa delle azioni con un ribasso, alla chiusura del 22 maggio, di quasi 74 punti percentuali che ha portato al 95,71% la perdita complessiva maturata dallo sbarco a Piazza Affari. Un grafico così è già di per se un segnale di avvertimento. Accompagnato peraltro da poco rassicuranti notizie societarie. Pramac ha concluso gli ultimi tre esercizi in rosso. L'ultimo bilancio non è stato validato da Deloitte. L'azienda è inserita dal novembre 2011 nella black-list Consob per l'ingente debito pari a quasi 200 milioni di euro, sul quale era in corso una rinegoziazione con le banche.

In Borsa la discesa del titolo culminata nella sospensione e la messa in liquidazione della società senese ha assunto proporzioni notevoli in corrispondenza del Cda dello scorso 12 aprile. In un comunicato la società rendeva noto, con riferimento alla controllata svizzera produttrice di pannelli fotovoltaici che "alla luce delle prospettive di chiusura dell'esercizio 2011 e del protrarsi della situazione di forte incertezza sull'evoluzione dell'esercizio in corso, il Consiglio di Amministrazione di Pramac Swiss S.A., sentita anche la società incaricata della revisione contabile, ha deliberato di procedere al deposito di una domanda di moratoria concordataria, di cui agli articoli 293 e segg. LEF, presso la Pretura di Locarno". Pramac Swiss, schiacciata dalla concorrenza a basso costo cinese e dal provvedimento con cui in Italia sono stati concessi incentivi ai produttori di pannelli solari nell'Unione europea (e quindi non ai produttori svizzeri come Pramac suisse), già da dicembre 2011 aveva richiesto l'orario ridotto per la propria forza lavoro. Già prima del 12 aprile il titolo si era mosso al ribasso con volumi che avrebbero dovuto destare sospetto, in special modo durante un periodo festivo (Pasqua). In questi casi si usa dire che i topi scappano prima che la nave affondi.
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