Prada snobba Piazza Affari e sceglie Hong Kong per l’Ipo

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Niente Piazza Affari. Prada cede al fascino orientale e sceglie la piazza finanziaria di Hong Kong per aprire il proprio capitale al mercato dei capitali. Il Cda di Prada ha deciso oggi di avviare il processo di quotazione sul mercato azionario di Hong Kong conferendo l’incarico di coordinatori dell’offerta globale a Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), Unicredit, CLSA (gruppo Credit Agricole) e Goldman Sachs, che agiranno inoltre in qualità di joint book runner per il collocamento istituzionale. Adviser legali di Prada saranno congiuntamente gli studi Bonelli Erede Pappalardo, Slaughter & May e Davis Polk.


Il capitale di Prada attualmente fa capo per quasi 95% circa alla famiglia di Bertelli e Miuccia Prada, mentre il 5,11% è in mano a Intesa Sanpaolo. Il bilancio 2010 (che il gruppo chiude al 31 gennaio 2011) dovrebbe vedere i ricavi attestarsi a circa 2 miliardi di euro ed  ebitda di circa 450 milioni. La valutazione del gruppo potrebbe aggirarsi tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Ipotizzando che sul mercato vada un terzo delle azioni Prada a multipli 10 volte gli utili, il gruppo potrebbe riuscire a incassare circa 1,2 miliardi di euro dal collocamento in Borsa che dovrebbe avvenire nella prima parte del 2011.

 

“La strategia di espansione in tutto il mondo, condotta in un quadro di stretto controllo dei costi – rimarca Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada – ha portato a un impressionante crescita di ricavi e redditività, rafforzando ulteriormente la nostra primaria posizione nel mercato dei beni di lusso”. “Siamo fiduciosi nell’ulteriore sviluppo del gruppo – ha aggiunto Bertelli – e possiamo cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato internazionale dei capitali”.


Prada nei primi 9 mesi dell’esercizio 2010 ha triplicato l’utile riportando un risultato netto positivo di 156 milioni di euro. Nello stesso periodo crescita a doppia cifra anche per i ricavi a 1.386 milioni (+31%) principalmente grazie al canale retail (+44%) mentre il margine operativo lordo ha raggiunto quota 330 milioni di euro. Tutti i mercati hanno contribuito alla crescita: Europa +20%, Usa +27% e il mercato asiatico incluso il Giappone +51 per cento.


Mentre la maison del lusso fondato da Miuccia Prada ha deciso per l’Ipo a Hong Kong, Moncler guarda allo sbarco a Piazza Affari. Secondo le ultime indiscrezioni il patron del gruppo famoso per i propri piumini, Remo Ruffini, sarebbe al lavoro sull’operazione. Ci sarebbe già un advisor anche se il dossier Ipo è gestito soprattutto dagli uomini del fondo Carlyle, entrato nel 2008 in Moncler. L’ipo sarebbe in agenda per quest’anno e non è escluso che la quotazione arrivi prima dell’estate.