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Pound al test inflazione, spazio per ulteriore ascesa con Brexit meno hard

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L’inflazione britannica si prepara ad avvicinare la soglia del 2% già in questi primi mesi dell’anno. Domani, stando al consensus degli analisti, l’indice cpi britannico dovrebbe segnare una nuova accelerazione con un +1,9% annuo dal +1,6% precedente.
La Bank of England ha sottolineato come i prezzi al consumi già nel primo trimestre dell’anno dovrebbero portarsi in area 2% per poi superarla rapidamente nella restante parte dell’anno.

Nel frattempo la sterlina continua il suo trend ascendente con il cross sterlina/dollaro che consolida sopra 1,25 (+0,22% oggi a quota 1,2517). “Le pressioni rialziste sui prezzi al consumo non accennano a diminuire mentre crediamo che il pound sia altamente sottovalutato”, sottolineano oggi analisti di Swissquote che vedono inoltre il dato sulla produzione industriale (ora al 2,7%) sopra il 3%. Valutando lo scenario nel suo complesso, Swissquote ritiene che la Brexit ad oggi abbia rappresentato in realtà la cosa migliore che potesse accadere al Regno Unito.

“Inoltre – prosegue l’analisi a cura di Arnaud Masset e Yann Quelenn – la debolezza della sterlina sta dando una mano alla Bank of England che ha recuperato così il terreno perso nella guerra delle valute sostenendo le esportazioni. Il cambio con il dollaro Usa ha messo a segno un poderoso rimbalzo da metà gennaio, pertanto manteniamo la nostra view rialzista convinti che i mercati azionari stiano ancora scontando una hard Brexit, mentre noi riteniamo che ciò non costituisca lo scenario più probabile. Pertanto, approfittiamo della ripresa in essere per aumentare la nostra esposizione in valuta britannica”.