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Potere d’acquisto: è solo effetto deflazione, consumi scendono rispetto al 2015 (consumatori)

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I dati resi noti oggi dall’Istat vedono il potere di acquisto delle famiglie aumentare dell’1,6% nel 2016, il rialzo maggiore dal 2011, il reddito disponibile delle famiglie dell’1,6%, mentre la spesa per consumi finali è salita dell’1,3 per cento. “Dati positivi, ma insufficienti. Si tratta, infatti, di valori di poco superiori a quelli rilevati nel 2015. Addirittura, la spesa per consumi finali scende dal +1,5% del 2015 al +1,3% del 2016. Insomma, nessun balzo significativo in avanti”, ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo il potere d’acquisto raddoppia – prosegue Dona – passando dal +0,8% del 2015 al +1,6% del 2016, e registrando il record dal 2011. Ma è solo un effetto dovuto alla deflazione, dato che nel 2016 i prezzi sono scesi dello 0,1%. Ricordiamo che non si aveva una variazione negativa dei prezzi dal 1959, quando la flessione fu pari a -0,4%. Inoltre, il peggioramento nell’ultimo trimestre dell’anno non è certo di buon auspicio”.