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Poste Italiane guarda alla telefonia mobile

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Poste Italiane è pronta ad allargare i suoi orizzonti nel mercato dei servizi di telefonia mobile come “operatore virtuale”. La notizia, anticipata dal Sole 24 Ore, ha dato una scossa al mondo della telefonia e non solo. In pratica, grazie ad un accordo commerciale con un gestore di telefonia cellulare, Poste Italiane potrebbe iniziare la vendita, con marchi e tariffe proprie, di servizi telefonici attraverso i suoi sportelli sparsi su tutta la Penisola.


Sono ore convulse nel quartier generale romano di Poste Italiane che si prepara al consiglio di amministrazione, in programma lunedì 26 marzo, per la presentazione del bilancio 2006 del gruppo, con un utile atteso in crescita. Ma lunedì è anche il giorno in cui è stata rimandata qualsiasi decisione in merito all’accordo con gli inglesi di Vodafone, indicati da più fonti come i papabili partner di Poste Italiane nella nuova avventura telefonica. “Non è stato ancora ufficializzato nulla, ogni decisione sarà comunicata lunedì prossimo in conferenza stampa”. Bocche cucite a Roma da Poste Italiane, dunque. È questa la posizione dell’azienda, interpellata da Finanza. Com, che rimanda ogni commento all’incontro di lunedì.

Una conferenza in cui il focus sarà certamente sui conti relativi all’anno da poco archiviato ma i riflettori saranno tutti puntati l’affaire Poste Italiane-Vodafone. Un’ipotesi che non rimane solo tale dando un’occhiata al biglietto d’invito dove, di fatto, si leggono solo pochi ed essenziali elementi: il luogo e il giorno della conferenza stampa, oltre alla presenza dell’amministratore delegato del gruppo, Massimo Sarmi. Nulla di più. Manca un chiaro riferimento al tema specifico all’incontro. Insomma, il tutto va in un’unica direzione, quella della riservatezza e dell’effetto sorpresa che il quotidiano finanziario italiano ha, però, vanificato.


Ad agevolare questo accordo pesa la spinta dell’Autorità garante delle comunicazioni che ha insistito sul fatto che una concorrenza in questo settore è indispensabile. Non sono della stessa idea gli operatori di telefonia fissa che hanno espresso preoccupazione di fronte alla possibile introduzione dell’operatore virtuale di rete mobile e conseguenti interventi regolamentari, che secondo loro potrebbero disincentivare all’investimento in infrastrutture di rete da parte degli operatori di rete mobile e portare alla diminuzione del valore della licenza per la telefonia di terza generazione.
Un comparto, quello degli operatori virtuali, che ha anche suscitato l’interesse di società come Mediaset e di un gruppo editoriale come L’Espresso che hanno cominciato a valutare questa ipotesi, completamente nuova sia dal punto di vista del marketing sia sotto l’aspetto della convergenza tecnologica.